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Stufe a legna con dispositivo di accensione programmata

Rika presenta Rikatronic4, un innovativo dispositivo che permette l’accensione programmata delle stufe a legna di nuova generazione, mediante un sistema totalmente automatizzato che controlla anche l’aria primaria e secondaria di combustione, consentendo inoltre un sensibile risparmio di combustibile.

A 60 anni dalla sua fondazione Rika, azienda a conduzione familiare che produce stufe a legna, a pellet e combinate caratterizzate da progetti avanzati, ecologici e sostenibili, è oggi sinonimo di massima innovazione ed elevata qualità con i suoi prodotti “Made in Austria”, caratterizzati oltre che da facilità di utilizzo anche dalla massima efficienza di combustione e dal design accurato. Migliorare i modelli esistenti e crearne di nuovi è la missione di Rika.

Anche l’attenzione all’ambiente occupa un posto di notevole importanza nella filosofia aziendale. Per questo motivo gli standard internazionali vengono da sempre non solo soddisfatti, ma di gran lunga superati. Numerosissime certificazioni di auditor estremamente esigenti comprovano questo orientamento ecologico dell’azienda.

Rika propone un’ampia gamma di stufe a legna e a pellet, dai modelli più accessibili, adatti per ogni tipo di budget, a quelli più esclusivi, dal design tradizionale a quello moderno, per ogni target e ambiente abitativo. Particolarmente importante tra le innovazioni tecnologiche, il dispositivo Rikatronic4  permette l’accensione programmata delle stufe a legna di nuova generazione, mediante un sistema totalmente automatizzato che controlla anche l’aria primaria e secondaria di combustione, consentendo inoltre un sensibile risparmio di combustibile.

 

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Il grigio

E’ un colore elegante, che scalda i contrasti del bianco e nero, tinge con sobrietà e crea ambienti rilassanti. Il grigio è un colore molto in voga nel mondo dell’arredamento in questo momento, anche grazie a quella vena industrial e metropolitana che si adatta perfettamente ad ambienti contemporanei. Le sfumature del grigio hanno la capacità di risultare luminose con la luce del giorno, sensuali e rilassanti la sera, inoltre si adattano a qualsiasi altra tonalità scelta per l’arredamento, aggiungendo un tocco sofisticato.

Ma come utilizzarlo? Innanzitutto, considerate le decine di sfumature che può assumere questo colore: dal luminoso grigio ghiaccio o cenere, ad uno scuro antracite, le nuance sono molte. Il grigio si abbina benissimo con colori neutrali come il beige, il panna, con le tonalità pastello (il celeste e il cipria su tutti), con i bianchi, i neri e con le colorazioni terrene di stagione (marroni aranciati, marsala, ocra). Tra i materiali che meglio vi si accostano vi sono i metalli, il legno e il vetro.

Se amate le pareti tinte di grigio, optate per le nuance più chiare e luminose, e illuminatele con mensole dove metterete libri o piante, per alleggerire l’effetto cupo. Mentre per quanto riguarda l’arredamento, il divano grigio è il non-plus-ultra delle tendenze attuali, sia in versione scura che chiara, dalle forme un po’ retrò, possibilmente illuminato da cuscini dalle stampe etniche o floreali, per ravvivare il salotto. Anche il tappeto, se scelto nelle tonalità più chiare di grigio, donerà un effetto elegante alla stanza senza appesantirla. Non dimenticate inoltre che anche i mobili in legno possono diventare grigi: comodini, credenze, tavoli, cornici, porte ben si prestano all’effetto decapé sui toni della cenere o del fumo, donando un’accezione industrial anche all’arredamento più classico.

 

La stufa integrata nell’arredo 

La stufa diventa parte integrante dell’arredo. Oltre alla classica versione free standing, i modelli di ultima generazione sono sempre più spesso proposti anche in una inedita versione “ambientata”, da comporre a piacere aggiungendo vari complementi coordinati e componibili – librerie, portalegna, mensole, contenitori con vani a giorno e ante – allo scopo di creare un perfetto “total look”. Nei modelli a pellet la crescente attenzione all’estetica si accompagna a elevati standard di efficienza e di comfort. Le dimensioni contenute, necessarie per adeguarsi alla maggior parte degli ambienti domestici, non sono più sinonimo di prestazioni ridotte: grazie all’impiego di materiali di ultima generazione, i focolari da inserimento di taglia “small” consentono oggi di raggiungere rendimenti equiparati a quelli di modelli dalle dimensioni ben maggiori. Alla programmazione giornaliera e settimanale secondo fasce orarie diverse, le versioni a pellet più avanzate aggiungono la possibilità di gestire tutte le funzioni (accensione, spegnimento, programmazione) tramite smartphone e tablet grazie alla presenza di una connection box fornita di serie. Inoltre, molti modelli sono prodotti in varie fasce di potenza, a seconda della grandezza dell’ambiente da riscaldare e, grazie ai kit di canalizzazione opzionali, consentono di raggiungere più locali contemporaneamente.

5 idee per valorizzare la stufa

L’importanza di creare la giusta ambientazione

La presenza di un fuoco in una stanza è un elemento di attrazione in sé. La luce, il colore, il movimento della fiamma creano immediatamente un’atmosfera intima, rilassata. La stufa e il caminetto, però, per diversi mesi all’anno resteranno spenti e una presenza troppo ingombrante o comunque non equilibrata con il resto dell’arredo potrebbe risultare una scelta azzardata.

Il camino, grazie alle sue infinite possibilità di rivestimento, non comporta problemi in questo senso, perché si armonizza con facilità in ogni contesto. Anche la stufa, però, può diventare un oggetto d’arredo, quando viene scelta con cura non solo per gli aspetti più tecnologici e funzionali, ma anche per forme, materiali e colori. Vediamo qui di seguito come la scelta di modelli discreti e “minimal” può essere valorizzata con semplici accorgimenti che permettono di enfatizzare il design della stufa stessa ed armonizzarlo al tempo stesso con l’ambiente circostante.

 

1. RIVESTIRE LA PARETE RETROSTANTE IN SASSI, PIETRA, MATTONI

Per creare una sorta di scenografia sul retro della stufa, che la accoglie e ne evidenzia le forme, è una soluzione interessante quella di rivestire la parete con mattoni a vista, pietre a spacco o ciottoli di fiume.

Stufa a legna Piazzetta mod. Brunico

 

2. DIPINGERE IL MURO NELLA STESSA TONALITA’ DELLA STUFA

Lontano dall’essere una scelta di comodo, l’effetto “tono-su-tono”, con una parete dipinta nella stessa finitura scelta per la stufa, è morbido, rassicurante ed elegante.

MCZ stufa a pellet Suite 2.0

 

3. SCEGLIERE UNA STUFA EFFETTO CAMINO, INSERITA A PARETE

Incassare un punto fuoco in una parete ha un effetto scenico di sicuro impatto. Per ottenere questo risultato, però, non è possibile utilizzare i modelli freestanding o “da libera installazione”, ma piuttosto gli inserti o i caminetti a pellet. Questi prodotti non sono altro che stufe, studiate per essere integrate direttamente nella parete, con un effetto “filomuro” estremamente elegante.

vivo 85 hydro camino pellet

 

4. MONTARE LA STUFA IN NICCHIA

Alcuni modelli di stufe sono studiati apposta per essere inseriti in nicchia e per arredare corridoi o spazi stretti in modo davvero discreto. È importante in questo caso controllare anche l’uscita fumi, che dovrebbe essere superiore, per evitare di “sprecare” lo spazio sul retro con le tubature.

Neutral-country-living-room

 

5. CIRCONDARE LA STUFA CON UNA LIBRERIA

Circondare la stufa con una parete attrezzata a libreria è una scelta sicuramente decorativa, ma anche molto pratica, soprattutto quando non si ha molto spazio a disposizione. È necessario mantenere una certa distanza tra la stufa stessa e l’appoggio dei libri, soprattutto se la libreria è realizzata interamente in legno.

MCZ stufa a pellet Philo

Bonus per stufe e camini: prorogati gli incentivi anche per il 2016

In base a quanto anticipato nel Disegno di Legge di Stabilità 2016, approvato dal Consiglio dei Ministri il 15 ottobre, i cosiddetti bonus dovrebbero restare sostanzialmente invariati fino alla fine del prossimo anno. In base alla bozza, sarebbe confermata al 50% la detrazione fiscale sulle ristrutturazioni edilizie, valida anche per l’installazione di tutti i sistemi per l’autoproduzione energetica (impianti fotovoltaici, sistemi d’accumulo, stufe, caminetti). Prorogata al 65%, anche la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli immobili. Vediamo quale delle due misure si può applicare per le stufe e i camini, e quali sono i principali adempimenti necessari per ottenere l’incentivo.

DETRAZIONE PER RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA (50%)

Chi decide di acquistare e installare nella propria abitazione una stufa o un camino, alimentati a pellet o legna, che rispettino determinati livelli di emissioni e rendimenti, può godere della detrazione Irpef al 50%, da ripartire in 10 anni. L’installazione di questi apparecchi, infatti, è finalizzata a conseguire un risparmio energetico e può rientrare così tra i lavori agevolati, dal punto di vista dell’Irpef, al 50%. La detrazione è possibile anche in assenza di una ristrutturazione edilizia vera e propria, in quanto prevista anche nel caso in cui l’installazione sia realizzata in assenza di opere edilizie propriamente dette. Per usufruire della detrazione è comunque necessario che l’impianto sia installato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione e, quindi, che lo stesso sia posto direttamente al servizio dell’abitazione.

DETRAZIONE PER RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA (65%)

È possibile ottenere una detrazione del 65% per l’acquisto di una stufa o di un camino “con caldaia integrata” (i prodotti idro, per intenderci) che rientri in un intervento classificato come riqualificazione energetica asseverata da un tecnico progettista professionista iscritto all’albo. La Legge di Stabilità 2015, con il comma 347, ha però esteso l’agevolazione del 65% anche a tutti i generatori di calore a biomassa, compresi quelli senza caldaia integrata, che soddisfano determinati requisiti di emissioni e rendimenti. Tale detrazione non prevede l’obbligo di presentazione dell’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica. Nella stesura finale della Legge di Stabilità 2016 sarà chiarito se questa estensione potrà ritenersi valida anche oltre al 31/12/15.


COSA FARE PER OTTENERE IL BONUS

Sia per avere la detrazione al 50 che quella al 65%, è necessario farsi rilasciare dal produttore una dichiarazione, che indicandone le capacità termiche certifichi che la stufa o il camino acquistato rientri nell’incentivo. Il tecnico qualificato deve essere anche quello che installa la caldaia o la stufa, tenuto per legge a emettere regolare certificato di conformità.

Tra gli altri adempimenti richiesti, sia per godere dello sconto al 50 che al 65%, è che l’acquisto debba essere pagato con bonifico, bancario o postale in cui vanno indicati specifici elementi, quali: 1) la causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986), 2) codice fiscale del soggetto che paga, 3) codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento. Al momento del pagamento del bonifico tra l’altro, banche e poste operano una ritenuta a titolo di acconto al 4%.

Per avere lo sconto dal punto di vista pratico, basterà indicare i dati catastali dell’immobile su cui si interviene nella dichiarazione dei redditi che compila il commercialista o il Caf, consegnando a questi le ricevute del bonifico effettuato e le dichiarazioni di conformità della stufa o camino installato.

Per maggiori informazioni potete contattarci al seguente numero: 370 3232464 o visitare il sito http://www.homycalor.it

CAUSE E SOLUZIONI DA ADOTTARE PER IL PROBLEMA DEL VETRO SPORCO

Il vetro sporco rappresenta un frequente problema che si riscontra negli inserti/stufe a legna con porte vetrate. I fumi condensano sul vetro (relativamente) freddo e ne anneriscono la superficie interna. Andremo ad analizzare le cause e le soluzioni da adottare per la risoluzione di questo problema estetico.

Le principali cause di questo problema sono:

A) La legna non è stagionata ed ha un’alta percentuale di umidità: il vapore acqueo e gas della combustione vengono sviluppati in quantità notevoli, la resa in termini di calore è più ridotta e il vetro avrà una maggiore propensione a sporcarsi perché corpo freddo rispetto al cuore della camera di combustione
B) Temperatura di combustione bassa: avviene con l’utilizzo di legna umida e quando si ha la chiusura dei registri d’aria affrettata, portando ad una insufficienza di ossigeno per far avvenire la combustione dei gas
C) La canna fumaria non ha un tiraggio sufficiente: invece di salire, il fumo tenderà a stagnare nel focolare.
D) Mancanza di aria comburente in ambiente.
E) Il comignolo si trova nella zona di reflusso: i fumi fanno fatica ad uscire, i gas più pesanti si accumulano nella zona maggiormente fredda, cioè il vetro.
F) Usura componenti

Vetro sporco

Soluzioni

A) Legna umida: misurare l’umidità della legna (deve essere <20%), se non è possibile eseguire una prova con tronchetti pressati e verificare se si riscontrano differenze. Posizionate la legna nel fondo del focolare, contro la parete posteriore. Mettete i pezzi di legno sempre in orizzontale, mai con la parte frontale verso il vetro (dalle parti frontali esce la maggior parte del gas
B) T° di combustione bassa: aumentare il tempo di accensione, chiudere i registri dell’aria una volta raggiunta la T° di regime. In fase di ricarica, aprire i registri, attendere qualche minuto che la superficie dei ceppi si sia annerita e solo allora si possono chiudere i registri
C) Scarso tiraggio: coibentare efficacemente la canna fumaria; aumentare l’altezza della canna fumaria se questa risulta essere troppo corta, rispettare l’altezza minima a seconda del modello di inserto/stufa; verificare l’assenza tratti orizzontali troppo lunghi >1 mt e numero di curve limitate (ogni curva riduce di 1,2 mt l’altezza utile della canna fumaria); verificare il diametro della canna fumaria, se c’è uno scostamento eccessivo dal diametro previsto dalla stufa/inserto; verificare che la porta di ispezione della camera raccolta incombusti sia chiusa;
D) Mancanza aria comburente: verificare che ci sia un apporto sufficiente di aria dall’ambiente, obbligatorio disporre della presa d’aria esterna adeguatamente dimensionata e libera da ostruzioni. Eseguire una prova con le finestre aperte. Aumentare il minimo d’aria
E) Comignolo nella zona reflusso: il comignolo deve sporgere in verticale di almeno 1300mm dal tetto, se non è possibile installare attivatore di tiraggio
F) Guarnizione usurata o deflettore aria deformato: In questo caso nel vetro saranno visibili dei “baffi” neri, cioè striature lunghe. E’ sufficiente sostituire i componenti usurati o solamente posizionare correttamente la guarnizione. Nella fase di accensione il vetro tenderà sempre a sporcarsi, è necessario attendere che sia raggiunta la temperatura idonea in camera di combustione prima di chiudere i registri d’aria.

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CONSIGLI SULLA PULIZIA DEL VETRO

Prima di tutto, la pulizia del vetro va eseguita a vetro freddo!
Il metodo classico “della nonna” è quello di utilizzare la cenere stessa. Dopo aver imbevuto della carta assorbente nell’acqua calda, la riempiamo di cenere. A questo punto si strofina delicatamente il vetro. Grazie alle proprietà della cenere aggiunte dal potere dell’acqua calda il catrame depositato sul vetro si scioglierà in breve tempo.
Se questo non è sufficiente, consigliamo di utilizzare il pulivetro da noi commercializzato, in quanto è altamente performante e non eccessivamente abrasivo (nel mercato si trovano prodotti molto abrasivi che vanno a deteriorare le guarnizioni e le serigrafie dei vetri.

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FONTI: Zetalinea