OFFERTA Prestagionale Pellet EcoGreen!

Sacco da 15 Kg € 4,59 IVA inclusa

Offerta valida fino al 16 Giugno 2018 

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Il Pellet ECO GREEN ha come caratteristiche principali un alto potere calorifico di oltre 5,00 kWh/kg , basso contenuto di umidità 5,30%. Ha un contenuto molto basso di cenere inferiore a 0,30% avendo una temperatura di combustione circa 20 kJ/kg, La densità è superiore a 660 kg/m³. Distinguibile nel suo packaging ma soprattutto nella sua affidabilità e qualità, queste prerogative, contraddistinguono la nostra politica di vendita e tutti i nostri prodotti commercializzati. I cilindretti hanno un diametro 6 mm una lunghezza inferiore a 45 mm in sacchetti da 15 Kg.

Il Pellet è costituito dalla segatura trasformata, pressata sotto alta pressione, grazie a ciò l’energia viene fortemente addensata. Il processo avviene senza l’impiego di ulteriori collanti. Il pellet è dotato di elevate proprietà energetiche, ha un basso contenuto di umidità e Rispetta l’ambiente – la produzione non provoca ulteriori disboscamenti.

I Dati Tecnici del Pellet ECOGREEN

  • Potere Calorifico Superiore: 18,36 MJ/Kg
  • Umidità Contenuta: 7-8 %
  • Residuo Ceneri: 0,39 %
  • Durabilità Meccanica: 98 %
  • Temperatura Deformaz. Ceneri: 1290°C
  • Sacchi da 15 Kg
  • Certicazione: DIN Plus, ENplus A1, FSC

Riscaldare casa a costo zero (o quasi): risparmia con la stufa a legna o a pellet

Stufa a legna o stufa a pellet? Dopo aver ricevuto l’ultima bolletta del riscaldamento ti sei spaventato e finalmente hai deciso di fare il grande passo. Hai capito che è possibile affrontare i mesi invernali e avere acqua calda tutto l’anno senza spendere una fortuna. Come riscaldare casa a costo zero.

Sì, una bella stufa a legna o a pellet ti aiuta a tagliare i costi per il riscaldamento. Ora però ti trovi a dover decidere: quale stufa scegliere? Sicuramente ti sei già informato da amici e parenti e tutti ti hanno suggerito pro e contro. Ma certe decisioni non vanno prese alla leggera. Continua a leggere e ti spiegheremo quali sono i criteri fondamentali per riscaldare casa a costo zero e scegliere una stufa a legna o pellet perfetta per la tua casa.

Stufa a legna: 5 buoni motivi per sceglierla

La stufa a legna richiama immediatamente alla memoria una sensazione di benessere, legata a ricordi ancestrali. Però, al netto della poesia, a te interessa capire come riscaldare casa in modo economico e se la stufa a legna è la scelta giusta per la tua dimora.

Stufa a legna moderna Piazzetta, modello E949M, stufa a risparmio energetico

Modello E929 M – Stufa a legna ermetica con rivestimento in Maiolica

Ecco quali sono i fattori determinanti dei quali devi tener conto prima di procedere all’acquisto:

Il contesto

Abiti in una casa singola, magari in campagna? O stai pensando alla tua seconda casa in montagna o al lago? Per riscaldare casa in modo economico puoi prendere in considerazione la stufa a legna. Abiti in un piccolo appartamento di città? Non ti preoccupare: non dovrai rinunciare al piacere che solo una stufa a legna ti può regalare. Esistono molti modelli che si adattano benissimo ai piccoli ambienti urbani e integrano o sostituiscono il sistema di riscaldamento esistente. Le tue lunghe serate invernali davanti al tepore del fuoco sono salve.

Come riscaldare casa risparmiando: la legna

La legna costa decisamente meno rispetto ai carburanti fossili. In genere proviene da fonti sostenibili, una scelta ecologica e quindi “amica” dell’ambiente. La sensazione di benessere che ti trasmette mentre arde ti farà pensare di essere in una baita di montagna, e non importa dove, realmente, ti trovi. Se abiti in campagna non avrai difficoltà a reperirla. Abiti in una grande città? Niente paura: esistono aziende specializzate che ti consegneranno quanto desideri in pochissimo tempo.

La legna è un combustibile a costo zero che ti consente di risparmiare nel riscaldamento domestico.

Lo spazio per lo stoccaggio della legna

Se hai la fortuna di avere una casa spaziosa e cerchi un sistema di riscaldamento più economico, la stufa a legna è la candidata ideale. Per affrontare i mesi invernali avrai bisogno di spazio per accatastare la legna in un luogo asciutto e arieggiato. In giardino o vicino alla parete sono soluzioni perfette. Se vivi in condominio, anche il tuo appartamento in città può essere adatto: in fin dei conti ti basta poco spazio all’interno o all’esterno per tenere in casa un po’ di legna. La quantità di legna che potrai sistemare sarà ovviamente minore ma sufficiente per farti apprezzare il fascino della stufa a legna in momenti speciali.

La gestione della Stufa a Legna

La stufa funziona anche quando manca la corrente elettrica e questo è un grande vantaggio. Però ricorda che l’accensione e il caricamento della legna sono manuali. Le stufe di oggi hanno raggiunto un elevato livello di tecnologia. In tutte le stufe a legna possono essere inseriti sistemi innovativi come il Multifuoco System, la regolazione della fiamma con “Burn Control System” e il lento rilascio del calore con Heat Storage System. Il fascino antico della stufa a legna incontra il comfort e il piacere della moderna tecnologia.

Se vuoi saperne di più sul Multifuoco System, leggi questo articolo.

Riscaldare casa a costo zero: efficienza energetica della legna e agevolazioni

A parità di quantità, la legna rende meno rispetto al pellet in termini di combustione. Il fascino della legna che arde però non conosce rivali. Esistono anche delle agevolazioni: ad esempio, sapevi che esistono detrazioni fiscali su caminetti e stufe fino al 31/12/2018? Consulta anche il sito GSE – Gestore Servizi Energetici per informazioni specifiche sul Conto Termico per un risparmio fino al 65% sul costo d’acquisto e installazione.

Stufa a pellet rivestita con Maiolica, porta a sezione cilindrica in vetro curvato a filo. Cmaera di combustione ad alto rendimento che riscalda dall

Modello P943 – Stufa a pellet con rivestimento in Maiolica

Riscaldare casa a costo zero (o quasi) con la Stufa a pellet: 5 buoni motivi per sceglierla

La stufa a pellet offre la comodità del pellet e con un importante potere calorifico. Apparentemente meno “romantico” rispetto alla legna, il pellet si rivela comunque la scelta giusta per riscaldare casa a basso costo.

Il contesto

La stufa a pellet ha il vantaggio di adattarsi perfettamente tanto all’abitazione spaziosa quanto al piccolo appartamento in città. Se hai bisogno di scaldare casa tua in modo pratico e di programmare in anticipo il sistema di riscaldamento in base alle tue esigenze specifiche, allora il pellet fa al caso tuo.

La materia prima: il pellet

Rivenditore qualificato, supermercato, centro commerciale, consorzio: ormai trovare confezioni di pellet è diventato facilissimo. Disponibile in ogni momento dell’anno in comodi sacchi ad un costo contenuto, anche presso la GDO, è la soluzione ideale se hai la necessità di risolvere velocemente e comodamente l’approvvigionamento di combustibile per la stufa, avendo sempre la consapevolezza di quanto stai spendendo per scaldare la tua casa. Ricorda però di scegliere pellet certificato di qualità DIN Plus e EN Plus, fondamentale perché garantisce il corretto funzionamento della stufa, ne migliora l’efficienza e offre performance in linea con quelle dichiarate dal costruttore. In più riduce la necessità di manutenzione e la frequenza di pulizia. Infine, anche l’inquinamento sarà ridotto al minimo perché il materiale proviene da fonti gestite responsabilmente.

Pellet certificato di qualità per stufe

Lo spazio per lo stoccaggio del pellet

Gli appartamenti medio/piccoli trovano nella stufa a pellet un alleato prezioso. Tra i tanti punti di forza del pellet, di solito venduto in pratici sacchi, possiamo ricordare la facilità di trasporto e di collocazione, la lunga durata e la mancanza di residui.

I vantaggi di gestione della Stufa a Pellet

La stufa a pellet offre il massimo in termini di programmazione. Oltre alle innovazioni tecnologiche (il piacere del calore uniforme con “Multifuoco System”) il grande vantaggio delle stufe a pellet è che sono dei veri piccoli impianti di riscaldamento da collegare, in caso di stufe a pellet thermo, ai termosifoni. Puoi regolarle per ottenere la temperatura che desideri nei giorni e negli orari di presenza in casa; puoi impostare sia l’ora di accensione sia quella di spegnimento. Una volta impostati i tuoi parametri sarà la stufa, in totale autonomia, a far scendere l’esatta quantità di pellet, sufficiente a soddisfare la tua richiesta. Inoltre, con l’App Piazzetta puoi controllare da remoto accensione, spegnimento e tutte le funzionalità delle stufe a pellet tramite smartphone e tablet via Wi-Fi. Comodo, vero?

Efficienza energetica del pellet e agevolazioni

La gestione della stufa a pellet garantisce l’eliminazione degli sprechi e, di conseguenza, un importante risparmio: la stufa si accende e si spegne quando vuoi tu, adeguando la temperatura alle tue necessità programmandone il funzionamento per fasce orarie. Come per la stufa a legna, anche per la stufa a pellet esistono delle agevolazioni. Per saperne di più, tieni sempre in considerazione il sito GSE – Gestore Servizi Energetici e il Conto Termico. Anche in questo caso sono valide le detrazioni fiscali su caminetti e stufe fino al 31/12/2018.

Stufa a legna e stufa a pellet: i costi delle materie prime

Ti sarai chiesto quanto effettivamente costa passare dal riscaldamento a gasolio a quello a pellet o a legna. Oltre al costo della stufa, quale sarà l’effettivo risparmio sul lungo termine? Vale la pena di passare dal riscaldamento tradizionale a gasolio o metano ad una stufa a pellet o a legna?

La risposta a questa domanda ci viene fornita dall’AIEL, l’Associazione Italiana Energie agroforestali attraverso alcuni grafici:

Grafico andamento costi energia legna, gas metano e pellet degli ultimi 10 anni
  1. Andamento del costo dell’energia primaria (euro/mwh) dal 2007 al 2017 (Iva e trasporto esclusi)

Il grafico qui sopra prende in considerazione l’intervallo di tempo che va dal 2007 al 2017 e misura l’andamento del costo dell’energia primaria, nel rapporto Euro/Milliwattora, nell’arco di 10 anni. Il costo della legna, tra i più bassi, si è mantenuto sostanzialmente inalterato negli anni per aumentare di poco solo all’inizio del 2017; il costo del pellet invece, misurato a partire da ottobre 2011 e leggermente più alto rispetto alla legna, ha conosciuto oscillazioni più marcate ma ad inizio anno è tornato sui valori originali. Metano, gasolio e Gpl mostrano andamenti molto diversi.

Grafico dei costi energia primaria come il gas per il riscaldamento, gas per riscaldamento agricolo, il gpl per uso domestico e metano con iva e tasse incluse

2. Costo energia primaria gennaio 2017 (euro/mwh) Iva e tasse incluse, al consumatore finale, trasporto incluso

Grafici 1 e 2 da http://www.aiel.cia.it/mercato-prezzi.html

Qual’è il sistema di riscaldamento più economico?
Il secondo grafico invece analizza il costo dell’energia primaria aggiornato al mese di gennaio 2017 che dovrai sostenere: il costo dell’energia comprensiva di iva, tasse e trasporto. Risulta evidente come legna e pellet ti offrano un risparmio notevole rispetto a quasi tutte le altre fonti di energia prese in esame risultando, ad oggi, ancora la scelta migliore.

La stufa migliore per casa tua: considerazioni finali

Ora che abbiamo approfondito alcune caratteristiche generali di entrambe le tipologie, tocca a te: cos’hai deciso? Sei per il calore classico senza tempo che solo la legna può regalare oppure pensi che la comodità del pellet risponda meglio alle tue esigenze? In entrambi i casi puoi stare tranquillo: qualunque sia la tua scelta, avrai la certezza di sistemare nella tua bella casa una stufa moderna e sicura che ti consentirà di riscaldare a basso costo. Scegli il piacere di una casa accogliente ed elegante risparmiando in maniera intelligente sul riscaldamento.

Fonti: Around the Fire

Come trasformare un camino a legna in un camino a pellet?

Icamino a pellet può dare nuova vita ad un vecchio caminetto a legna aperto? Decisamente sì. Un moderno camino a pellet chiuso, oltre a farti risparmiare, non ti farà rimpiangere il fascino della fiamma che soltanto la legna può dare.

Se pensi che recuperare il tuo vecchio caminetto a legna comporti un gran lavoro e costi proibitivi preparati a cambiare idea perché trasformare un camino a legna in pellet è facile e vantaggioso.

Il pellet, utilizzato sia nelle stufe che nelle caldaie, è un’ottima scelta anche per i camini: la soluzione ideale che unisce la tradizione del focolare e i benefici di un combustibile rinnovabile come il pellet.

Caminetto a pellet Piazzetta – modello Barcellona: rivestimento in Maiolica colore grigio ferro e profili laterali in acciaio pallinato. Focolare a pellet modello MP 973

Camino a pellet, come funziona?

Prima di tutto: cosa si intende per camino a pellet? Un camino a pellet è formato da un focolare che utilizza il pellet come combustibile e può essere realizzato sia in un caminetto preesistente sia in una costruzione ex novo. Questo significa che trasformare un camino a legna in pellet è davvero semplice.

Se nel tuo salotto o in taverna hai un vecchio caminetto aperto e ti sei reso conto che, nonostante consumi moltissima legna, non riesce a scaldare casa, sappi che è possibile introdurre un inserto a pellet nella struttura già presente.

Proprio così, un inserto a pellet ti consente di recuperare il tuo vecchio caminetto intubando la canna fumaria esistente e, come puoi ben immaginare, i lavori di muratura da eseguire in questo caso sono ridotti al minimo. Un bel vantaggio, vero?

Nel caso invece di abitazioni di nuova costruzione, puoi utilizzare un monoblocco a pellet o anche un inserto a pellet, ai quali potrai abbinare il rivestimento che più si adatta allo stile di casa tua.

Camino ad angolo a legna Modello Vipiteno, Marca Piazzetta con rivestimento in marmo trani bocciardato.

In foto un caminetto tradizionale a focolare aperto recuperato con un inserto a pellet Piazzetta.

Alcuni dei grandi benefici che noterai subito trasformando il tuo caminetto a legna in un camino a pellet:

  • per avere la fiamma, non sarà più necessario inserire la legna nel focolare ad ogni ora. Senza dubbio una grande comodità
  • avrai la possibilità di programmare accensioni e spegnimenti automatici

Scopri i vantaggi che hai nel trasformare il camino a legna in pellet, ma ricorda che, a differenza del tuo vecchio caminetto a legna, i prodotti alimentati a pellet hanno la necessità di essere collegati alla corrente elettrica.

Cornice in Maiolica Piazzetta per camino a pellet- Modello Darwin con due forme assimetriche, una decorata e l

Caminetto a pellet modello Darwin: rivestimento in Maiolica fatta a mano in versione bicolore Sahara/Bianco, impreziosita su un pannello da decori in bassorilievo, profili in acciaio verniciato nero.

Abbiamo il camino a pellet perfetto per la tua casa

Camino a pellet, scopri i vantaggi

I camini a pellet sono belli ed efficienti: alti rendimentilunga autonomiaaccensione e spegnimento automatici e programmabili sono solo alcune delle caratteristiche innovative che caratterizzano i camini di ultima generazione. Se vuoi conoscere tutte le innovazioni nel dettaglio, vieni a scoprire le caratteristiche degli inserti a pellet e dei monoblocchi a pellet.

Vediamo ora assieme perché convertire il tuo vecchio camino a legna aperto in un camino a pellet chiuso è conveniente ed eccezionalmente comodo.

Il camino a pellet è programmabile

Ti è mai capitato di svegliarti presto al mattino e di fare colazione al freddo? I sistemi tradizionali di riscaldamento, anche se li azioni appena ti svegli, hanno bisogno di tempo per raggiungere la temperatura desiderata e riscaldare la stanza. Il tepore inizierà proprio quando stai per uscire. Non c’è che dire, è un ottimo modo per cominciare male la giornata.

Il camino a pellet invece ha le accensioni programmabili: grazie ad un telecomando con display LCD puoi impostare accensioni e spegnimenti automatici, con programmazione giornalierasettimanale o per i weekend. Tornando al nostro esempio, questo significa che puoi impostare accensioni automatiche dal lunedì al venerdì, all’ orario che desideri. Potrai quindi far accendere il tuo camino a pellet un’ora prima del tuo risveglio: fare colazione al caldo avrà tutto un altro sapore.

Piazzetta camino a pellet - Modello Easy con cornice in Maiolica

Gestisci il camino a pellet con una App su tablet o smartphone

Le programmazioni offrono la grande comodità di far accendere automaticamente il tuo caminetto a pellet ad orari prestabiliti.

se invece sei fuori casa con degli amici e decidi all’ultimo minuto di improvvisare una cena da te? Non preoccuparti, anche in questo caso c’è la soluzione e non dovrai rinunciare al piacere di cenare con i tuoi amici trovando la casa calda al tuo arrivo. Ora puoi far accendere il tuo caminetto a pellet e impostare tutte le funzionalità anche tramite smartphone e tablet, ovunque ti trovi.

Con l’App Piazzetta puoi controllare da remoto accensione, spegnimento e tutte le funzionalità dei camini a pellet tramite Wi-Fi. Puoi scaricarla direttamente dagli store Apple Android . Esiste qualcosa di più pratico e funzionale?

Piazzetta app per smartphone per programmare e gestire le stufe

I migliori camini a pellet canalizzano il calore fino a 16 metri di distanza anche su piani diversi

Pensi ancora che un camino scaldi solo la stanza in cui si trova? Niente di più sbagliato. Grazie ad un sistema di canalizzazione dell’aria calda, potrai riscaldare tutta casa in modo sicuro, efficiente ed uniforme grazie alla tecnologia Multifuoco® System. Per apprezzarne pienamente i vantaggi scopri tutte le caratteristiche nell’articolo che abbiamo scritto sul Multifuoco® System.

I vantaggi del pellet

Non è sicuramente l’unico combustibile in circolazione ma senza dubbio è:

  • pratico, facile da reperire e da trasportare
  • sostenibile, il pellet certificato deriva da boschi gestiti responsabilmente
  • economico, rispetto ad altri combustibili ha un costo contenuto

Inoltre, la gestione del caminetto a pellet, come tutta la linea di prodotti alimentati a pellet (monoblocchi, stufe e inserti) è di una comodità disarmante: una volta decise le impostazioni, sarà il caminetto, in totale autonomia, a far scendere l’esatta quantità di combustibile, sufficiente a soddisfare la tua richiesta. Ti basterà riempire il serbatoio e poi farà tutto da solo. Comodo vero?

Ah, naturalmente il pellet lo devi saper scegliere. Per essere chiari: puoi anche guidare una Ferrari ma se al posto della benzina ci metti l’acqua… Allo stesso modo, se il pellet è scadente i benefici e le prestazioni del caminetto saranno molto limitati.

Se non sai come fare, puoi leggere l’articolo che abbiamo scritto su come scegliere il pellet migliore, scoprirai molte  informazioni utili.

Detrazioni fiscali e incentivi se acquisti un camino a pellet

Lo sapevi che acquistando un camino a pellet puoi beneficiare degli incentivi statali che vogliono diffondere l’associazione di fonti energetiche rinnovabili ed ecosostenibili a mezzi di riscaldamento di ultima generazione?

Si tratta di un risparmio che può arrivare fino al 65% sui costi sostenuti. Ne abbiamo parlato in maniera dettagliata nell’articolo Conto Termico e Detrazioni Fiscali che parla di incentivi per stufe e caminetti: leggilo, ti spieghiamo come fare per ottenerli. Il risparmio è assicurato.

I migliori camini a pellet moderni

Per quanto strano possa suonare il binomio “camino” e “pellet”, abbiamo visto come i migliori camini a pellet siano ottimi sostituti del vecchio caminetto aperto a legna: trasformare il camino a legna in pellet non è mai stato così semplice!

Valorizza la stanza in cui si trova, aggiungendo alla tradizione del caminetto tutta la tecnologia dei moderni mezzi di riscaldamento a pellet. Inoltre, soprattutto nel caso degli inserti, non sono richiesti pesanti interventi di muratura.

Sono facili da gestire, anche da remoto via App; sono programmabili e beneficiano anche delle detrazioni fiscali messe a disposizione dal Governo.

Fonti: Aroud the Fire

Consigli per conservare e stoccare il pellet

Come ogni anno è arrivato il momento di fare scorta di pellet e per poter spuntare un prezzo migliore, fino a giugno è il periodo ideale per acquistarlo. Ma visto che mancano molti mesi al suo utilizzo è bene utilizzare alcuni accorgimenti su come conservare e stoccare il pellet correttamente, sia per il caldo estivo, sia durante il prossimo inverno.

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IL PEGGIOR NEMICO E’ L’UMIDITA’
La resa di un pellet, dipende dalla percentuale di umidità presente nel prodotto. Per questa motivazione quando facciamo scorte di biomasse facciamo attenzione a tutti fattori che sono strettamente correlati all’umidità. Se il pellet è conservato in modo scorretto e diventa umido, tutte le caratteristiche garantite dal produttore non hanno più alcun valore, in quanto si può garantire una certa qualità solo se il pellet è ben mantenuto e stoccato in modo corretto.

Il pellet è costituito da segatura di legno molto compressa tenuta insieme dalla “lignina” che fa da collante naturale durante la pressatura. L’umidità, tende a espandere i cilindretti di pellet vanificando il ruolo della lignina, e facendoli diventare di nuovo quasi segatura. Un’ eccessiva quantità di umidità può abbassare significativamente la quantità di calore prodotto durante la combustione del pellet, questo perché durante la combustione, una parte di calore è sprecata nel far evaporare l’acqua… più il pellet sarà umido e più energia sarà sprecata e quindi meno energia sarà disponibile per produrre calore.

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CONSERVARE IL PELLET ALL’INTERNO
Se stocchiamo il nostro combustibile in un garage, sottoscala, cantina o seminterrato, teniamo presente che i pellets sono sempre confezionati in sacchetti di plastica termosaldata. Tale confezione favorisce la difesa contro l’umidità e se abbiamo scelto un buon prodotto, il pellet avrà anche una confezione per cui da un lato consente che il nostro pellet “respiri” e dall’altro consente all’umidità di non penetrare all’interno e rovinare il nostro prodotto.

Alcuni semplici accorgimenti:

  • Evitate di poggiare i sacchi di pellet per terra usando dei pallet su cui metterli per tenerli sollevati.
  • Evitate di appoggiare i sacchi di pellet direttamente al muro ma teneteli separati con un pannello isolante.
  • Prima dell’uso, se ne avete la possibilità, mettete alcuni sacchi di pellet. in un ambente più asciutto e riscaldato.
  • Utilizzate sempre per primi i sacchi rimasti dalla stagione precedente, altrimenti rischiate che il prodotto si possa deteriorare troppo.
  • Ricordiamo inoltre che conservare e stoccare il pellet correttamente, evita lo spreco di materiale e mantiene la buona efficienza della stufa o caldaia ed evita spiacevoli malfunzionamenti, che possono anche richiedere l’intervento di un tecnico.

CONSERVARE IL PELLET ALL’ESTERNO
Al pellet conservato in bancali situati all’esterno, invece serve una buona protezione dagli agenti atmosferici (umidità-pioggia-neve-sole). I sacchi, infatti, sono sensibili anche ai raggi UV che fungono da agente deteriorante del polietilene con cui detti sacchi sono realizzati. Per questa ragione lo stoccaggio in aree esterne richiede l’adozione di un cappuccio di copertura (realizzato in polietilene con protezione anti-UV) al fine di evitare che i sacchetti, deteriorandosi nel tempo, possano subire rotture, lasciando penetrare umidità, pioggia e neve, provocando un innalzamento verticale dei valori di umidità del pellet, riducendone sensibilmente il potere calorifico ed aumentando le quantità di ceneri incombuste.

Questo metodo di protezione, rapido, pratico ed economico, può essere adottato, dai consumatori che non dispongono di spazi chiusi sufficienti per immagazzinare il pellet di cui necessitano per l’intera stagione. Tali cappucci finalizzati a coprire i “pallet” che ospitano i sacchi da kg 15 di pellet sono, resistenti e facilmente utilizzabili e quindi perfetti per conservare e stoccare il pellet all’esterno.

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FONTI: Il mondo del Pellet

Guida alla scelta del pellet

1 – LA CLASSIFICAZIONE DEL PELLET IN BASE ALLA QUALITÀ 
Il marchio europeo ENplus divide i prodotti in 3 categorie a seconda delle caratteristiche chimico-fisiche del pellet:

  • A1 per il pellet di prima categoria, il più pregiato 

 

  • A2 per il pellet di seconda categoria, è di media qualità 

       

  • B per il pellet di terza categoria, è il più scadente adatto solo per usi industriali 

       

2 – LA CERTIFICAZIONE E LA PROVENIENZA 

Per essere sicuri che il pellet sia davvero certificato non basta però che ci sia il marchio:


deve sempre essere accompagnato da un numero identificativo dell’azienda, altrimenti non ha alcuna validità. Il numero è formato da due lettere che indicano il paese di provenienza (es. IT per Italia) e da tre cifre: IT 000

I numeri da 0 a 299 identificano i produttori, quelli oltre 300 gli importatori: sul sito di EN Plus si può verificare che il codice corrisponda al produttore o all’importatore effettivo.

Per esempio nell’immagine  sopra, l’azienda è belga BE ed è un produttore 023

Detto questo, molto pellet in commercio non è certificato, anche perché circa l’80% di quello presente sul mercato italiano è di importazione: gran parte proviene da Europa e Paesi dell’Est, ma una quota anche da Usa, Canada, Sudamerica, Australia e perfino Nuova Zelanda. Se il marchio di certificazione non è segnalato, bisogna verificare che ci siano almeno il nome e i riferimenti del produttore o dell’azienda responsabile della commercializzazione.

3 – IL RESIDUO DI CENERE

Informazioni utili – come residuo di ceneri, potere calorifico e contenuto idrico – ci vengono poi dall’etichetta. Come leggere questi valori? Si può fare riferimento alla norma per la certificazione il parametro più importante è il residuo di ceneri:

A1) per il pellet certificato A1 deve essere inferiore allo 0,7%
A2) per il pellet certificato A2 deve essere inferiore all’1,5%
Pertanto un pellet con residuo inferiore all’1,5% è accettabile, ma è ancora migliore con un residuo inferiore allo 0,7%. 

4 – IL POTERE CALORIFICO 


Per quel che riguarda il potere calorifico, scopriamo che l’importanza di quanto scritto in etichetta è relativa. Diversi produttori indicano valori fuorvianti, scrivendo il potere calorifico del pellet allo ‘stato anidro’: possiamo trovare sulle etichette valori tipo 5,3 kWh/kg. In realtà il potere calorifico reale del pellet è attorno ai 4,7-4,8 kWh/kg, ossia circa 16 MegaJoule. Cifre più alte sono false: il potere calorifico non può essere considerato allo stato anidro ma va misurato per quello specifico pellet con il suo contenuto idrico, mediamente del 6-8%. 

5 – LA MATERIA PRIMA

Anche la materia prima non è determinante per capire la qualità, fatto salvo che il pellet – come previsto dalla normativa – deve essere fatto con legno vergine che ha subito unicamente trattamenti di tipo meccanico (dunque niente scarti di falegnameria verniciati o incollati).

La specie legnosa conta fino a un certo punto. Anche se certe specie possono essere particolarmente difficili, va detto che non si trova pellet di castagno o di quercia puro, ma sempre mischiato ad altre specie, ad esempio a faggio o abete.

6 – IL COLORE



Ma la qualità del pellet si può capire a una semplice ispezione visiva?

La nota distinzione tra pellet chiaro e pellet scuro, scopriamo, non ha fondamento: può dipendere dal tipo di essicatoio, quello a tamburo tende a tostare leggermente il pellet, dandogli un colore più scuro.

La cosa importante è prendere in mano il sacco e vedere quanti residui di pellet sbriciolato ci sono: deve essere compatto, molti residui indicano pellet di scarsa qualità e che ha subito lunghi spostamenti. 

Alla ricerca del miglior pellet

Esistono molti tipi di pellet, di tante provenienze geografiche, di tanti Paesi e dalle tante diverse caratteristiche; se si decide di riscaldare con il pellet, è fondamentale sia scegliere la giusta stufa o la caldaia a pellet, sia il pellet migliore e più adatto. La giusta combinazione permette di godere a pieno del riscaldamento col pellet.

  • Colore del pellet
  • Il potere calorifico
  • Composizione, grado di purezza
  • Umidità
  • Abrasione

L’aspetto visivo è importante. Il colore di un certo tipo è un buon segnale, un pellet chiaro fatto con legno di conifere (ad esempio pellet di abete) solitamente lascia meno residui nella camera di combustione e nella canna fumaria; inoltre ha un buon potere calorifico.

Indipendentemente dal colore e dal tipo di legno, il potere calorifico è un dato importante del pellet: quando si acquista è sempre bene verificare sui sacchi qual è il potere calorifico del pellet, la soglia spartiacque è dalle 4.700 – 5.000 calorie in su.

Se lo standard prevede un valore calorico compreso ra 4,7 e 5,3 kWh per kg, sul mercato sono presenti anche pellet dalle caratteristiche decisamente inferiori, non solo per via del tipo di legno utilizzato, ma soprattutto per la quantità di umidità presente, che dovrebbe essere inferiore al 12%.

Qualità ma anche prezzo

Come avviene anche in tanti altri campi, la qualità si paga, e così è anche nel pellet: non sempre a ragione, ma spesso. Molti utilizzatori di pellet, magari spaventati dai prezzi elevati, a volte si buttano su qualche surrogato del legno (quali sansa, cereali, soia, mais, nocciolino d’oliva). Fate bene attenzione ai surrogati, spesso portano a problemi di accensione della stufa, a intasamenti, a odori talvolta sgradevoli o peggio inquinanti.

I disonesti sono ovunque, anche all’estero e anche nel mondo del pellet; capita che i produttori di pellet non abbiano molta materia prima e capita ( in caso di disonestà) che il pellet venga “allungato” con  terra, argilla, cartone, vecchi mobili e altra sporcizia varia: attenzione perchè in questi casi non viene scritto ne’ tanto meno viene detto; se trovate riferimenti a legno di “origine vegetale”…evitate.

In questi casi il legno da cui viene fatto il pellet non è vergine, e potrebbe essere stato trattato con altre sostanze (nocive?) quali vernici, impregnanti, colle o altro.

Alcune altre caratteristiche specificate dallo standard per il pellet usato nelle stufe domestiche, ci sono la quantità di zolfo inferiore allo 0,08%, il cloro inferiore allo 0,03% e l’azoto inferiore allo 0,30%.

Normative e certificazioni

In Italia sono in vigore specifiche normative che regolano la produzione del pellet, che deve quindi aderire alle specifiche DIN 51731 (o O-NORM M7135), specifiche che ne confermano l’idoneità nelle stufe domestiche. Come detto il rischio, acquistando un prodotto non certificato, è che il pellet contenga sostanze nocive, che una volta bruciate verrebbero immesse nell’atmosfera e respirate da chi vive all’interno e intorno alla casa, vanificando del tutto il vantaggio di aver scelto una soluzione ecologica per il riscaldamento della propria casa.

I pellets vengono prodotti utilizzando segatura essiccata di legno, pressata in piccoli cilindri dal diametro di 6 – 8 mm e lunghi un paio di centimetri; anche in questo caso la normativa è precisa, specificando che il diametro debba essere compreso tra i 4 ed i 10 mm e la lunghezza inferiore ai 50 mm.

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Pellet migliore, abete, faggio o altro?

Spesso i rivenditori di pellet dicono che il miglior pellet è il pellet di faggio; secondo noi il pellet bianco (chiaro) è il più indicato per le stufe a pellet: ottimo rendimento, residui di cenere contenuti e soprattutto certificato che attesta la qualità del pellet e l’assenza di altre sostanze che in altri tipi di pellet ne compromettono la qualità.

Anche il pellet di abete è generalmente un ottimo combustibile, il legname si presta molto bene alla produzione di un buon pellet e soprattutto i luoghi principali produttori di abete sono Paesi da processi produttivi affidabili.

In ogni caso, al di là di normative e caratteristiche indicate nei sacchi dai produttori, che possono anche essere parzialmente vere o non vere affatto, il miglior pellet in assoluto non esiste, nel senso che è fondamentale provarlo e vedere come brucia, anche in riferimento alla propria stufa.

A parità di pellet, la stufa può fare la differenza, e ciò che ottimo nella mia stufa magari performa peggio in un’altra, e viceversa.

Quindi il pellet migliore è quello che brucia meglio nella nostra stufa. Consigliamo quindi prove pratiche senza fermarsi al primo pellet trovato. E occhi aperti, i venditori del pellet migliore sono ovunque!

Come riconoscere il pellet certificato

Cosa deve riportare per legge un sacco marchiato ENplus

In un mercato in continua espansione come quello del pellet, il cui consumo solo in Italia è destinato a superare i 3,5 milioni di tonnellate nel 2015, la qualità rappresenta un elemento determinante per la tutela dei consumatori.

Al contrario di quanto si crede, la provenienza geografica non è in sé garanzia di qualità. L’unico vero indice di qualità del pellet è la certificazione. Anche se ci sono numerose certificazioni molto valide (come il marchio tedesco DINplus ad esempio), AIEL sostiene la certificazione europea ENplus, l’unica che garantisce elevati standard di qualità lungo tutta la filiera. Acquistare pellet a marchio ENplus significa essere sicuri di un prodotto con ben precise caratteristiche chimiche, fisiche ed energetiche, ma anche del mantenimento della qualità in tutte le fasi, dal reperimento della materia prima fino alla consegna.

Lo sviluppo del mercato del pellet si sta purtroppo accompagnando ad un aumento delle frodi commerciali legate agli usi impropri dei marchi di certificazione. L’unico modo per difendersi è dotarsi di strumenti per poter verificare in autonomia la veridicità del marchio.

 

LE INFORMAZIONI RIPORTATE SUL SACCO DI PELLET

Per riconoscere il pellet certificato basta sapere quali informazioni devono essere presenti sulla confezione del sacco, così come è stabilito dalla certificazione ENplus:

  1. riproduzione corretta del marchio ENplus;
  2. sigla del Paese del produttore o del distributore (IT Italia; AT Austria; DE Germania; SI Slovenia; HR Cro-azia, CH Svizzera, USA Stati Uniti, CAN Canada);
  3. codice dell’azienda certificata, cioè un numero progressivo assegnato con l’acquisizione della certificazione: se si tratta di un valore numerico da 001 a 299 si tratta di un produttore, se è un valore da 301 a 999 si tratta di un distributore; tutti i soggetti certificati e autorizzati a vendere pellet marchiato ENplus sono pubblicati qui: http://www.enplus-pellets.it/produttori-certificati.html
  4. dicitura «pellet di legno» e classe di qualità ENplus (A1 o A2);
  5. peso (solitamente 15 kg);
  6. diametro (ad esempio 6 mm);
  7. nota «conservare in luogo asciutto»;
  8. nota «usare in impianti di combustione appropriati e approvati in accordo con le indicazioni del costruttore»;
  9. nome del produttore o del distributore (responsabile della messa in commercio).

Pellet ENplus

USI IMPROPRI DEL MARCHIO E CONTRAFFAZIONI

L’assenza del numero progressivo che identifica il produttore o distributore (da 001 a 299 se si tratta di un produttore, da 301 a 999 se si tratta di un distributore) accanto alla sigla del paese, è uno dei più evidenti segni di contraffazione. Se ad esempio si trova in commercio del pellet con il solo simbolo ENplus senza nessun codice, quasi sicuramente si tratta di pellet non certificato e di un marchio contraffatto.

AIEL, in qualità di associazione responsabile della certificazione ENplus in Italia, in collaborazione con Enama, sta lavorando da tempo sia sulla sensibilizzazione dei consumatori, sia sull’avvio di un sistema di monitoraggio e controllo del mercato per poter colpire pesantemente le frodi commerciali legate agli usi impropri dei marchi di certificazione.

Se avete quindi dei dubbi o volete segnalare un uso improprio o fraudolento del marchio ENplus, potete scrivere a paniz.aiel@cia.it oppure compilare il modulo frodi presente all’interno del sito europeo: http://www.enplus-pellets.it/modulo-azioni-fraudolente.html.

All’interno di questo sito trovate anche pubblicata e costantemente aggiornata una black list di produttori e distributori ai quali è stato contestato un uso improprio del marchio. La potete consultare qui: http://www.enplus-pellets.eu/fraud/blacklist/

 

AIEL – Associazione Italiana Energie Agroforestali

La dottoressa Annalisa Paniz è una dei principali attori che operano in AIEL, la più importante associazione italiana della filiera Legno Energia. Raccoglie oltre 300 soci ed è organizzata in gruppi di interesse, ovvero gruppi di aziende che operano nello stesso specifico segmento della filiera (produttori professionali di biomasse, produttori e distributori di pellet, di apparecchi domestici a biomassa, di caldaie e applicazioni minicogenerative, installatori e manutentori di impianti a biomassa).

Da sempre l’associazione ha come filo conduttore la qualità, elemento essenziale per rafforzare la credibilità del settore. Per tale motivo le aziende che aderiscono ai vari gruppi devono essere dotate delle certificazioni di riferimento: i produttori professionali devono intraprendere un percorso di qualità per immettere sul mercato unicamente cippato e legna da ardere conformi alla norma, i produttori e distributori di pellet devono essere certificati in base allo schema ENplus e i produttori di tecnologie (stufe e caldaie) in base alle norme europee di riferimento.

Riscaldamento a pellet

Perché conviene pensarci d’estate

Il mercato delle stufe e dei caminetti è molto simile a quello dei condizionatori: nessuno ci pensa finché non ne sente la necessità. I problemi di riscaldamento sembrano lontani quando si è sotto l’ombrellone, esattamente come non si sente il bisogno di un condizionatore quando si ha addosso il maglione. In realtà è proprio l’estate il periodo perfetto per acquistare una stufa o un caminetto, o almeno per iniziare a pensarci. Vediamo perché.

 

1. I rivenditori hanno più tempo da dedicarvi.

L’estate è un momento di calma per rivenditori e tecnici del riscaldamento. Approfittatene per risolvere ogni più piccolo dubbio, farvi preparare diversi preventivi, ma soprattutto far venire un tecnico a casa vostra per un sopralluogo. Il sopralluogo tecnico è una fase cruciale per l’acquisto di una stufa, perché permette di capire esattamente quali sono i volumi da riscaldare e che caratteristiche hanno. Solo attraverso questi calcoli preliminari è possibile dimensionare correttamente il prodotto e individuare la migliore soluzione di installazione.

 

2. Gli installatori sono più liberi.

In inverno, i migliori installatori di stufe e caminetti sono oberati di lavoro, tra nuovi progetti, manutenzioni e riparazioni. Trovare un giorno che vada bene sia a voi che al tecnico a volte è un’impresa impossibile. D’estate, invece, l’attività è al minimo, l’installatore è più rilassato e disponibile. Anche a perdere un po’ di tempo per due chiacchiere in più sull’utilizzo quotidiano che farete della vostra stufa.

 

3. I prezzi delle stufe sono più bassi.

Non è raro che proprio in primavera/estate i rivenditori facciano sconti speciali su propri stock a magazzino. Di solito, si tratta di stufe perfette, che possono costituire un vero affare. Anche se acquistate una stufa che sta per uscire di produzione, non abbiate timore: oltre alla classica garanzia biennale, i pezzi di ricambio restano disponibili per oltre dieci anni.

 

4. E’ più comodo effettuare i lavori, specialmente i più importanti.

Se si devono eseguire dei lavori in casa, è ovvio che la bella stagione è in assoluto la più idonea. Anche per la più semplice installazione di una stufa c’è bisogno di aprire le finestre, pulire, entrare e uscire da casa, cose che si fanno più agevolmente d’estate. A maggior ragione se si tratta di creare una nuova uscita fumi sul tetto, realizzare delle canalizzazioni dell’aria calda a parete, collegare una idrostufa all’impianto esistente, il fatto di lavorare con il bel tempo sicuramente aiuta. D’estate è inoltre più comodo pensare anche ad altri tipi di intervento collegati alla stufa, come ad esempio la sistemazione dell’isolamento termico, fattore fondamentale che permette di ridurre i consumi e risparmiare.

 

5. Il pellet e la legna sono più disponibili e costano meno.

Se dovete fare una scorta di pellet o legna, l’estate e la primavera sono il periodo migliore. La disponibilità sul mercato è ampia, si ha il tempo necessario per cercare i prezzi più bassi e la qualità migliore, senza la paura di restare al freddo.

Risparmiare acquistando pellet

Tre consigli per una scorta più conveniente

A livello di trend, i prezzi del pellet sono rimasti piuttosto stabili nel corso degli anni, con un leggero aumento legato alla domanda crescente. Il costo del singolo sacco di pellet, però, può subire variazioni anche molto significative in base a diversi fattori. Prima di tutto esistono variazioni di prezzo legate alla qualità, ma, come spesso ripetuto in questo magazine, per un prodotto che funzioni a regime è necessario acquistare esclusivamente pellet certificato. Un altro fattore che influenza fortemente il prezzo del pellet è la stagionalità o addirittura le condizioni metereologiche. Se l’inverno è più mite o è previsto tale, c’è una maggiore offerta sul mercato e di conseguenza il prezzo si riduce.

In ogni caso, per risparmiare sull’acquisto di pellet le strategie sono sostanzialmente queste.

 

1. Acquistare in anticipo

Fare un acquisto unico di pellet in primavera o in estate è il modo ideale per risparmiare. Il periodo migliore è tra maggio e luglio, perché già in agosto i prezzi normalmente subiscono un’ascesa.

Per calcolare quanti bancali vi serviranno, potete basarvi sui consumi fatti lo scorso anno.

Se invece avete appena acquistato la stufa, nella scheda tecnica trovate il dettaglio del consumo orario, espresso in chili di pellet all’ora con funzionamento al minimo e al massimo. Potete considerare come consumo medio, il valore intermedio intermedio tra i due e stimare per quante ore giornaliere e per quanti giorni all’anno prevedete di tenere accesa la stufa. È una stima che dipende dal grado di isolamento della casa, ma anche dalle vostre routine quotidiane di vita.

 

2. Acquistare il pellet sfuso

Un secondo efficace trucco per risparmiare sulla scorta di pellet è acquistare il pellet sfuso anziché confezionato in sacchi singoli. L’imballaggio, infatti, influisce parecchio sul costo finale. Confezionare il pellet in sacchi da 15 o 25 kg incide fino a oltre 26-30 € a tonnellata, senza pensare al costo dello smaltimento e agli inevitabili costi ambientali.

Se si ha a disposizione spazio a sufficienza, si può acquistare pellet sfuso in big bag da circa 10 quintali, oppure farsi consegnare il pellet direttamente in autobotte, un’alternativa già molto diffusa in Austria e Svizzera. In questo caso, è necessario prevedere un silos o un serbatoio di dimensioni adeguate oppure un locale dedicato, anche interrato.

Entrambe le soluzioni prevedono un collegamento alla stufa o alla caldaia tramite un sistema di estrazione ad aspirazione del pellet, che permette alle due strutture di lavorare in autonomia. Il costo per l’installazione di un sistema di questo genere viene ammortizzato velocemente, perché i risparmi possono essere davvero notevoli, in termini non solo economici, ma anche di praticità di utilizzo.

 

3. Iscriversi ad un Gruppo d’Acquisto o crearne uno

Un’ultima valida alternativa per risparmiare nella scorta di pellet per l’inverno è associarsi ad un gruppo di acquisto oppure costituirne uno.

Internet e i social network sono la fonte più aggiornata e rapida per individuare i gruppi di acquisto più vicini a voi. È comunque sempre importante verificare che, indipendentemente dalla provenienza geografica, si tratti di pellet certificato.