Riscaldare casa a costo zero (o quasi): risparmia con la stufa a legna o a pellet

Stufa a legna o stufa a pellet? Dopo aver ricevuto l’ultima bolletta del riscaldamento ti sei spaventato e finalmente hai deciso di fare il grande passo. Hai capito che è possibile affrontare i mesi invernali e avere acqua calda tutto l’anno senza spendere una fortuna. Come riscaldare casa a costo zero.

Sì, una bella stufa a legna o a pellet ti aiuta a tagliare i costi per il riscaldamento. Ora però ti trovi a dover decidere: quale stufa scegliere? Sicuramente ti sei già informato da amici e parenti e tutti ti hanno suggerito pro e contro. Ma certe decisioni non vanno prese alla leggera. Continua a leggere e ti spiegheremo quali sono i criteri fondamentali per riscaldare casa a costo zero e scegliere una stufa a legna o pellet perfetta per la tua casa.

Stufa a legna: 5 buoni motivi per sceglierla

La stufa a legna richiama immediatamente alla memoria una sensazione di benessere, legata a ricordi ancestrali. Però, al netto della poesia, a te interessa capire come riscaldare casa in modo economico e se la stufa a legna è la scelta giusta per la tua dimora.

Stufa a legna moderna Piazzetta, modello E949M, stufa a risparmio energetico

Modello E929 M – Stufa a legna ermetica con rivestimento in Maiolica

Ecco quali sono i fattori determinanti dei quali devi tener conto prima di procedere all’acquisto:

Il contesto

Abiti in una casa singola, magari in campagna? O stai pensando alla tua seconda casa in montagna o al lago? Per riscaldare casa in modo economico puoi prendere in considerazione la stufa a legna. Abiti in un piccolo appartamento di città? Non ti preoccupare: non dovrai rinunciare al piacere che solo una stufa a legna ti può regalare. Esistono molti modelli che si adattano benissimo ai piccoli ambienti urbani e integrano o sostituiscono il sistema di riscaldamento esistente. Le tue lunghe serate invernali davanti al tepore del fuoco sono salve.

Come riscaldare casa risparmiando: la legna

La legna costa decisamente meno rispetto ai carburanti fossili. In genere proviene da fonti sostenibili, una scelta ecologica e quindi “amica” dell’ambiente. La sensazione di benessere che ti trasmette mentre arde ti farà pensare di essere in una baita di montagna, e non importa dove, realmente, ti trovi. Se abiti in campagna non avrai difficoltà a reperirla. Abiti in una grande città? Niente paura: esistono aziende specializzate che ti consegneranno quanto desideri in pochissimo tempo.

La legna è un combustibile a costo zero che ti consente di risparmiare nel riscaldamento domestico.

Lo spazio per lo stoccaggio della legna

Se hai la fortuna di avere una casa spaziosa e cerchi un sistema di riscaldamento più economico, la stufa a legna è la candidata ideale. Per affrontare i mesi invernali avrai bisogno di spazio per accatastare la legna in un luogo asciutto e arieggiato. In giardino o vicino alla parete sono soluzioni perfette. Se vivi in condominio, anche il tuo appartamento in città può essere adatto: in fin dei conti ti basta poco spazio all’interno o all’esterno per tenere in casa un po’ di legna. La quantità di legna che potrai sistemare sarà ovviamente minore ma sufficiente per farti apprezzare il fascino della stufa a legna in momenti speciali.

La gestione della Stufa a Legna

La stufa funziona anche quando manca la corrente elettrica e questo è un grande vantaggio. Però ricorda che l’accensione e il caricamento della legna sono manuali. Le stufe di oggi hanno raggiunto un elevato livello di tecnologia. In tutte le stufe a legna possono essere inseriti sistemi innovativi come il Multifuoco System, la regolazione della fiamma con “Burn Control System” e il lento rilascio del calore con Heat Storage System. Il fascino antico della stufa a legna incontra il comfort e il piacere della moderna tecnologia.

Se vuoi saperne di più sul Multifuoco System, leggi questo articolo.

Riscaldare casa a costo zero: efficienza energetica della legna e agevolazioni

A parità di quantità, la legna rende meno rispetto al pellet in termini di combustione. Il fascino della legna che arde però non conosce rivali. Esistono anche delle agevolazioni: ad esempio, sapevi che esistono detrazioni fiscali su caminetti e stufe fino al 31/12/2018? Consulta anche il sito GSE – Gestore Servizi Energetici per informazioni specifiche sul Conto Termico per un risparmio fino al 65% sul costo d’acquisto e installazione.

Stufa a pellet rivestita con Maiolica, porta a sezione cilindrica in vetro curvato a filo. Cmaera di combustione ad alto rendimento che riscalda dall

Modello P943 – Stufa a pellet con rivestimento in Maiolica

Riscaldare casa a costo zero (o quasi) con la Stufa a pellet: 5 buoni motivi per sceglierla

La stufa a pellet offre la comodità del pellet e con un importante potere calorifico. Apparentemente meno “romantico” rispetto alla legna, il pellet si rivela comunque la scelta giusta per riscaldare casa a basso costo.

Il contesto

La stufa a pellet ha il vantaggio di adattarsi perfettamente tanto all’abitazione spaziosa quanto al piccolo appartamento in città. Se hai bisogno di scaldare casa tua in modo pratico e di programmare in anticipo il sistema di riscaldamento in base alle tue esigenze specifiche, allora il pellet fa al caso tuo.

La materia prima: il pellet

Rivenditore qualificato, supermercato, centro commerciale, consorzio: ormai trovare confezioni di pellet è diventato facilissimo. Disponibile in ogni momento dell’anno in comodi sacchi ad un costo contenuto, anche presso la GDO, è la soluzione ideale se hai la necessità di risolvere velocemente e comodamente l’approvvigionamento di combustibile per la stufa, avendo sempre la consapevolezza di quanto stai spendendo per scaldare la tua casa. Ricorda però di scegliere pellet certificato di qualità DIN Plus e EN Plus, fondamentale perché garantisce il corretto funzionamento della stufa, ne migliora l’efficienza e offre performance in linea con quelle dichiarate dal costruttore. In più riduce la necessità di manutenzione e la frequenza di pulizia. Infine, anche l’inquinamento sarà ridotto al minimo perché il materiale proviene da fonti gestite responsabilmente.

Pellet certificato di qualità per stufe

Lo spazio per lo stoccaggio del pellet

Gli appartamenti medio/piccoli trovano nella stufa a pellet un alleato prezioso. Tra i tanti punti di forza del pellet, di solito venduto in pratici sacchi, possiamo ricordare la facilità di trasporto e di collocazione, la lunga durata e la mancanza di residui.

I vantaggi di gestione della Stufa a Pellet

La stufa a pellet offre il massimo in termini di programmazione. Oltre alle innovazioni tecnologiche (il piacere del calore uniforme con “Multifuoco System”) il grande vantaggio delle stufe a pellet è che sono dei veri piccoli impianti di riscaldamento da collegare, in caso di stufe a pellet thermo, ai termosifoni. Puoi regolarle per ottenere la temperatura che desideri nei giorni e negli orari di presenza in casa; puoi impostare sia l’ora di accensione sia quella di spegnimento. Una volta impostati i tuoi parametri sarà la stufa, in totale autonomia, a far scendere l’esatta quantità di pellet, sufficiente a soddisfare la tua richiesta. Inoltre, con l’App Piazzetta puoi controllare da remoto accensione, spegnimento e tutte le funzionalità delle stufe a pellet tramite smartphone e tablet via Wi-Fi. Comodo, vero?

Efficienza energetica del pellet e agevolazioni

La gestione della stufa a pellet garantisce l’eliminazione degli sprechi e, di conseguenza, un importante risparmio: la stufa si accende e si spegne quando vuoi tu, adeguando la temperatura alle tue necessità programmandone il funzionamento per fasce orarie. Come per la stufa a legna, anche per la stufa a pellet esistono delle agevolazioni. Per saperne di più, tieni sempre in considerazione il sito GSE – Gestore Servizi Energetici e il Conto Termico. Anche in questo caso sono valide le detrazioni fiscali su caminetti e stufe fino al 31/12/2018.

Stufa a legna e stufa a pellet: i costi delle materie prime

Ti sarai chiesto quanto effettivamente costa passare dal riscaldamento a gasolio a quello a pellet o a legna. Oltre al costo della stufa, quale sarà l’effettivo risparmio sul lungo termine? Vale la pena di passare dal riscaldamento tradizionale a gasolio o metano ad una stufa a pellet o a legna?

La risposta a questa domanda ci viene fornita dall’AIEL, l’Associazione Italiana Energie agroforestali attraverso alcuni grafici:

Grafico andamento costi energia legna, gas metano e pellet degli ultimi 10 anni
  1. Andamento del costo dell’energia primaria (euro/mwh) dal 2007 al 2017 (Iva e trasporto esclusi)

Il grafico qui sopra prende in considerazione l’intervallo di tempo che va dal 2007 al 2017 e misura l’andamento del costo dell’energia primaria, nel rapporto Euro/Milliwattora, nell’arco di 10 anni. Il costo della legna, tra i più bassi, si è mantenuto sostanzialmente inalterato negli anni per aumentare di poco solo all’inizio del 2017; il costo del pellet invece, misurato a partire da ottobre 2011 e leggermente più alto rispetto alla legna, ha conosciuto oscillazioni più marcate ma ad inizio anno è tornato sui valori originali. Metano, gasolio e Gpl mostrano andamenti molto diversi.

Grafico dei costi energia primaria come il gas per il riscaldamento, gas per riscaldamento agricolo, il gpl per uso domestico e metano con iva e tasse incluse

2. Costo energia primaria gennaio 2017 (euro/mwh) Iva e tasse incluse, al consumatore finale, trasporto incluso

Grafici 1 e 2 da http://www.aiel.cia.it/mercato-prezzi.html

Qual’è il sistema di riscaldamento più economico?
Il secondo grafico invece analizza il costo dell’energia primaria aggiornato al mese di gennaio 2017 che dovrai sostenere: il costo dell’energia comprensiva di iva, tasse e trasporto. Risulta evidente come legna e pellet ti offrano un risparmio notevole rispetto a quasi tutte le altre fonti di energia prese in esame risultando, ad oggi, ancora la scelta migliore.

La stufa migliore per casa tua: considerazioni finali

Ora che abbiamo approfondito alcune caratteristiche generali di entrambe le tipologie, tocca a te: cos’hai deciso? Sei per il calore classico senza tempo che solo la legna può regalare oppure pensi che la comodità del pellet risponda meglio alle tue esigenze? In entrambi i casi puoi stare tranquillo: qualunque sia la tua scelta, avrai la certezza di sistemare nella tua bella casa una stufa moderna e sicura che ti consentirà di riscaldare a basso costo. Scegli il piacere di una casa accogliente ed elegante risparmiando in maniera intelligente sul riscaldamento.

Fonti: Around the Fire

Come scegliere la Legna giusta

Come sapete il riscaldamento a legna è particolarmente sostenibile dal punto di vista ambientale perché:

  1. Usare legna locale permette di mantenere puliti i boschi e non crea disboscamento. La legna che viene lasciata marcire nei boschi sprigiona più CO2 di quella rilasciata in stufe e caminetti moderni. Il sistema boschivo in Italia è in crescita da decenni quasi raddoppiato negli ultimi 50 anni.
  2. La legna da ardere se procurata localmente ha bassissimi livelli di energia grigia cioè quel costo occulto che paga la collettività per il suo trasporto e produzione.
  3. L’essicazione, se avviene in maniera naturale, può essere realizzata all’aperto, basta evitare che la pioggia cada direttamente su di essa mettendo un riparo sopra la catasta.

Quindi nel privilegiare la legna che si trova nelle vicinanze della nostra stufa è giusto conoscerne le varie caratteristiche.
Prima è bene sapere che la legna appena tagliata può contenere sino al 75% di umidità, e non brucia bene nel camino o nella stufa: è prima necessario stagionarla (lasciare che si asciughi). Infatti, più sarà asciutta e migliore sarà la resa del calore. La legna è pronta per essere bruciata quando raggiunge il 15/20% di umidità (circa 18/24 mesi). Bruciare nel caminetto o nella stufa, legna fresca o non stagionata adeguatamente può creare dei residui nella canna fumaria, con difficoltà nella combustione e causare perfino un incendio nella canna fumaria stessa.
La tabella seguente mostra i tempi medi di essiccazione da rispettare per ottenere buona legna da ardere

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Prima della stagionatura, dovete conoscere le proprietà del legno. La durata della stagionatura dipende dal tipo di legno e, in caso di alberi non perenni, da quando viene eseguito il taglio. La linfa degli alberi decidui non scorre in inverno, e quindi tagliare questo tipo di essenze in inverno garantisce un contenuto di umidità già basso in partenza, accelerando il processo di stagionatura. Queste indicazioni valgono come regole generali, e conoscere il contenuto di umidità del legno è importante per valutare possibili eccezioni.

  • Essenze come la betulla, la robinia e l’acacia si asciugano poco con la stagionatura, in quanto hanno già un basso contenuto di umidità in partenza. D’altro canto, essenze come l’acero, il pioppo o il tiglio traggono beneficio dalla stagionatura, e molti altri legni hanno una stagionatura variabile.
  • E’ importante capire che la legna non ha bisogno di essere stagionata più a lungo del necessario, in quanto una stagionatura più lunga toglie potere calorico scomponendo i composti chimici alla base delle resine contenute nel legno, e quindi non è necessariamente vero che un tempo più lungo di stagionatura dia un risultato migliore.
  • Esistono strumenti per misurare il livello di umidità del legno, per una corretta valutazione dello stato di stagionatura. Un semplice igrometro (misuratore di umidità) ha un costo relativamente basso e andrebbe consigliato il suo acquisto ad ogni consumatore di legna da ardere.

Ad esempio, vediamo il potere calorico del faggio in rapporto all’umidità:

Anidro (0%)         4456 Kcal/Kg                             30% di umidità     2940 Kcal/Kg
15% di umidità     3700 Kcal/Kg                             50% di umidità     1930 Kcal/Kg

A grandi linee possiamo dire che dopo 24 mesi dal taglio il rendimento del combustibile sarebbe ottimale (la condizione anidro ovvero senza umidità è solo teorica ma non possibile) mentre dopo solo 12 mesi il rendimento stesso della legna sarebbe inferiore di circa il 20-25%.

Anche l’eventuale acquisto o vendita di legna da ardere andrebbe fatto a volume e non a peso. Chi tratta sul prezzo della legna al quintale  nella maggior parte dei casi otterrà solo un prodotto meno stagionato e quindi più pesante e con meno potere calorico.

Infine un breve riepilogo sui principali tipi di legna:

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Ribadiamo che la legna migliore è quella che abbiamo a portata di mano, che non necessita di trasporto e che permette il rispetto dell’ambiente ma ne dobbiamo conoscere le caratteristiche per sapere  ad esempio che dobbiamo fare un controllo e una pulizia più frequente della canna fumaria o che la stagionatura dovrà essere più lunga per ottimizzare il rendimento.

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Come impilare la legna in modo artistico

Impilare la legna in vista dell’inverno è sempre una gran seccatura e una gran fatica.

Eppure è un lavoro necessario se vogliamo che la legna da ardere sia facilmente raggiungibile e che si secchi prima di finire nel camino o nella stufa.

La legna appena tagliata, infatti, necessita di un periodo di stagionatura prima di essere bruciata; durante questo periodo la legna perde parte dell’umidità contenuta all’interno delle sue fibre e questo farà sì che la legna bruci molto meglio e produca molta meno fuliggine (con conseguente intasamento della canna fumaria e formazione di creosoto) durante la combustione.

Impilare la legna in maniera corretta, quindi, fa in modo che l’asciugatura della stessa avvenga in maniera più rapida ed efficiente. Una pila di legna, tuttavia, può anche essere considerata sotto un punto di vista non meramente utilitaristico.

La legna ben impilata può essere piacevole da vedere per tutto il tempo che intercorre dalla sua sistemazione fino al suo utlizzo finale e in questa galleria di immagini ve ne diamo una dimostrazione.

Certo, non sempre è possibile realizzare delle pile di legna artistiche come quelle delle immagini ma si può tuttavia coniugare l’efficienza con l’estetica.

Una catasta di legna non dovrebbe essere troppo spessa altrimenti nella parte interna della catasta non riuscirebbe a circolare l’aria con conseguente ristagno dell’umidità. Per contro una pila sottile di legna potrebbe dare origine ad ovvi problemi di stabilità.
Una soluzione efficace sarebbe quella di addossare la catasta di legna ad una parete esterna della casa in maniera tale che la gronda della casa la protegga dalla pioggia. Una catasta di questo tipo, se collocata nella giusta posizione, è facile da raggiungere in inverno e, nel suo piccolo, funge anche da isolante contro la dispersione termica, durante la stagione fredda.

Se non riuscite a ricavare dalla vostra pila di legna delle figure come quelle delle foto non disperatevi; tali immagini è possibile crearle facendo uso di legna di diversa pezzatura e di stagionatura diversa.
Lo stesso effetto si può ricreare con l’utilizzo di mordenti colorati da applicare a pennello sul legno. Utilizzate però prodotti naturali che non sprigionino sostanze tossiche durante la combustione!

 

Fonti: faidatehobby

Perchè scegliere la legna

5 buoni motivi per scegliere il riscaldamento a legna

1. Bruciare legna è ecologicamente sostenibile

Se una delle cause dell’ “effetto serra” è la continua deforestazione del nostro pianeta, è ragionevole pensare che usare legna come combustibile sia insostenibile.

In realtà, il riscaldamento a legna non può essere considerato responsabile della deforestazione, che dipende per lo più dall’agricoltura, dalla pastorizia e dalle industrie dell’arredamento. La legna utilizzata per il riscaldamento è quella che proviene dal governo dei boschi, che giova al mantenimento del verde ed al naturale rinnovamento delle piante.

il ciclo della legna

L’eccesso di anidride carbonica ( CO2 ), responsabile dell’effetto serra, deriva dal consumo dei combustibili fossili, carbone e petrolio, dove il carbonio è rimasto immagazzinato per milioni di anni, prima di essere liberato in quantità enormi dalla vorace richiesta di energia delle società industrializzate. E’ un processo a senso unico, irreversibile in tempi brevi.

Al contrario, durante la combustione, la legna produce la stessa quantità di CO2 che produrrebbe naturalmente se fosse lasciata a marcire nei boschi, per effetto della decomposizione, che può essere paragonata ad una lenta combustione naturale. Per di più, la quantità rilasciata è riassorbita dallo sviluppo di nuove piante che, attraverso la fotosintesi, la utilizzano per costruire i propri tessuti, producendo nuova legna.

Quello di cui bisogna accertarsi è che la legna che si acquista provenga da un corretto governo dei boschi, e non da una pratica di taglio indiscriminata.

La legna è l’unica fonte di energia realmente rinnovabile di cui disponiamo attualmente.

2. Bruciare legna fa bene ai boschi ed all’economia italiana

Contrariamente a quel che molti possono pensare, il patrimonio forestale italiano gode ottima salute, ed è in continua espansione da circa 150 anni. Attualmente, boschi e foreste coprono circa un terzo dell’intera superficie del Paese, per un totale di circa 9 milioni di ettari, e questa superficie va ampliandosi di anno in anno, e migliorando in qualità e resa per ettaro (provvigione).

Secondo l’Ufficio Statistica del Corpo Forestale dello Stato, la massa boschiva italiana aumenta di circa 30 milioni di mc all’anno.

foreste italiane

Di questi, solo un terzo sfruttato economicamente (sopratutto per legna da ardere, che costituisce da sola circa il 60% del consumo). Attualmente, quindi, il ‘capitale’ di legna depositato nei boschi italiani si accresce inesorabilmente di circa 20 milioni di metri cubi ogni anno. Questo andamento dipende sia dalle politiche forestali dello Stato e delle Regioni, sopratutto dal dopoguerra ed oggi, sia dall’abbandono di terreni agricoli in zone collinari e montane, che sono state rimboscate artificialmente o sono state ricolonizzate spontaneamente dal bosco.

Le piante da bosco possono essere coltivate (come qualunque altra pianta) per produrre legna da ardere o legname da lavoro. Anche quando i boschi vengono coltivati per produrre tronchi da lavoro, la corretta esecuzione delle pratiche selvicolturali produce grandi quantità di legna da ardere. Se attuata seguendo le pratiche razionali della moderna selvicoltura naturalistica, la raccolta del legno dei boschi non è un’attività distruttiva. La valorizzazione energetica del legno, anzi, è uno strumento che permette di aumentare il valore complessivo dei boschi, rendendo interessante per i proprietari coltivarli e gestirli correttamente, cosa che spesso non avviene, magari per la difficoltà di raggiungere zone impervie ed isolate, o per la eccessiva parcellizzazione dei fondi, che tende a rendere antieconomico lo sfruttamento. La coltivazione dei boschi, e la loro resa economica, sono uno strumento fondamentale per la loro conservazione e protezione dai rischi di incendio, accidentali o dolosi.

Oltre che dai boschi, il legno può essere ricavato anche dai campi: siepi campestri, alberi isolati, alberi e arbusti che crescono lungo i corsi d’acqua, producono da sempre ingenti quantitativi di legno, destinato sopratutto ad usi energetici. La politica agricola dell’Unione Europea da alcuni anni incentiva i proprietari di terreni agricoli a realizzare nuovi impianti di alberi da legno, con interessanti incentivi economici.

Legna da bruciare deriva dai residui di molte colture agricole (alberi da frutto, pioppeti), dalla potatura delle alberature stradali e del verde ornamentale, da rifiuti (vecchi imballaggi e ‘pallets’). Grandi quantitativi di legno utilizzabile a fini energetici sono disponibili presso le segherie sotto forma di corteccie, ritagli, schegge, trucioli, segatura (in media, il 30% del legno che entra in falegnameria). Tutti residui economicamente sfruttabili.

Una stima realistica fa ammontare a circa 30 milioni di m3 all’anno la quantità di legna utilizzabile in italia a scopi energetici, che, calcolando una media di 350 kg per metro cubo ed una resa energetica di circa 4 kw per chilogrammo di legna stagionata, significano un potenziale 42 miliardi di kw!!

E tutto questo senza intaccare minimamente il patrimonio forestale italiano.
Tra tutte le fonti di energia rinnovabile, in Italia il legno è quella con il più grande potenziale di utilizzo a breve periodo.

3. Bruciare legna non inquina (…più)

Per millenni si è bruciata legna, e poi carbone, senza particolare preoccupazione per l’inquinamento e per le “ricadute ambientali”, come si dice oggi. Era un mondo poco popolato, le riserve sembravano inesauribili, come inesauribile la capacità della Natura di riparare i danni prodotti dall’uomo. E poi non c’era troppa gente in giro a protestare…

Oggi la situazione è cambiata, le fonti di inquinamento si sono moltiplicate ed il mondo è diventato terribilmente affollato. Qualunque rifiuto disperdiamo senza precauzioni finirà per essere mangiato, bevuto o respirato, in qualche forma, da qualcun altro, o forse da noi stessi.

combusione ecologica

Le leggi a tutela dell’ambiente non sono leggi “nemiche” ed inutilmente vessatorie, ma al contrario strumenti indispensabili per migliorare la qualità della nostra vita, e quella dei nostri figli. Dal nostro punto di vista, anzi, sono leggi “amiche” che contribuiscono a migliorare la qualità dei prodotti presentati sul mercato.

La sempre maggiore pressione della legislazione ambientale, infatti, ha indotto negli ultimi anni i costruttori ad aggiornare tecnologicamente la produzione in maniera sorprendente, offrendo sul mercato stufe in grado di trasformare la legna in un combustibile “pulito”, riducendo del 90% gli incombusti rilasciati in atmosfera, con un rendimento che raggiunge in alcuni casi il 90%. Il tutto senza spillare fumo negli ambienti riscaldati.

Un impianto ben costruito, servito da una buona canna fumaria e alimentato con buona legna, residua un fumo caldo e invisibile che si disperde nell’atmosfera senza gravi ricadute inquinanti.

Certo una stufa di qualità costa più un prodotto economico, ma il lato bello della cosa è che una stufa poco inquinante consuma molta meno legna, a parità di calore fornito, diventando una fonte di riscaldamento realmente concorrenziale dal punto di vista economico, e costituendo un investimento in grado di ripagarsi in pochi anni.

Migliorare la qualità dell’impianto a legna significa consumare meno legna, guadagnare in salute ed in denaro, non litigare con i vicini, ed evitare qualunque senso di colpa…

4. Bruciare legna è economico

Certo, per chi vive nel pieno centro storico di una città, all’attico di un palazzo di 5 piani senza ascensore, e pretende che la legna gli sia consegnata a domicilio, tagliata a pezzetti che può mettersi in tasca, be’ allora si, la legna costa.

Ma in quasi qualunque altra collocazione, e accettando un minimo di lavoro per procurarvi e conservare la legna, scoprirete che il riscaldamento a legna è il più economico disponibile oggi.

comparazione costi combustibili

Lasciando da parte i fortunati possessori di terreni boscosi, anche se dovrete pagare per averla, otterrete un decisivo vantaggio economico dall’investimento in un buon impianto a legna.

Da una stufa di qualità con un rendimento del 80%, bruciando un chilo di legna stagionata (umidità massima del 20%) al costo di 12/13 Euro al quintale, si ottengono circa 4,3 KWh, con un costo per KWh di circa 0.030 Euro.

Da un metro cubo di metano , con un rendimento del 90%, si ottengono circa 9,8 Kwh, con un costo per Kwh di 0.085 Euro, per non parlare del costo in aree disagevoli da rifornire, dove si arriva ad oltre 0.15 euro/mc.
Per una casa che richiede 12 KWh per essere riscaldata, un’ora di riscaldamento a metano costerà circa 1 euro, un’ora di riscaldamento a legna costerà dai 30 ai 40 centesimi!

Usare legna consente risparmi dal 50 al 70% sul costo del riscaldamento.

Il denaro risparmiato bruciando legna è l’unico denaro che cresce sugli alberi

5. Bruciare legna rende indipendenti

Una crisi politica può provocare un aumento del prezzo del petrolio, uno sciopero dei trasportatori bloccare le consegne di gasolio o gpl, un’interruzione di corrente fermare radiatori elettrici e caldaie a gas, una nuova finanziaria aumentare le tasse sui combustibili… la vostra stufa a legna continuerà allegramente a bruciare ed a mantenervi caldi.

Per le persone che amano essere, almeno in parte, padrone della propria vita, il riscaldamento a legna è una delle poche occasioni rimaste per esercitare questo controllo.

indipendenza energetica

Potrete procurarvi da soli la vostra legna, oppure trattare da pari a pari con chi ve la fornirà, piuttosto che avere a che fare con una anonima e distante multinazionale per cui siete solo un numero. E se il vostro fornitore non vi soddisfa, potrete cambiarlo, o presentargli le vostre rimostranze, con qualche concreta possibilità che questo lo induca a comportarsi meglio in futuro.

Grazie alla semplicità ed affidabilità delle stufe in ghisa di qualità, la cui manutenzione in generale si può eseguire con un minimo di addestramento e un grano di prudenza, potrete dire addio ai pezzi di ricambio costosi ed introvabili, ai servizi di assistenza distanti ed indifferenti, alle salate parcelle presentate al termine di visite-lampo da spietati termotecnici.

FONTI: Alfredo Neri

Come accendi il tuo focolare

Leggi i consigli dei ricercatori per ottenere una combustione più pulita

L’utilizzo crescente dei prodotti a legna e a pellet per il riscaldamento domestico, ha contribuito enormemente alla riduzione del livello di CO2 in atmosfera, ma si è anche accompagnato da frequenti superamenti dei valori limite del particolato (PM10). Nei Paesi europei centro-meridionali, in inverno mediamente circa il 40% del PM10 è prodotto dalla combustione domestica di biomasse legnose, principalmente legna da ardere utilizzata in apparecchi domestici.

E’ ormai cosa nota che gli effetti negativi sull’ambiente sono causati da impianti poco efficienti poiché obsoleti o non certificati, ma anche da metodi di accensione sbagliati e dall’utilizzo scorretto del combustibile.

Per quanto riguarda il primo punto, molti Stati dell’UE, ma anche Amministrazioni locali hanno adottato da tempo politiche che promuovono l’acquisto di stufe e camini di ultima generazione e impongono per gli apparecchi domestici dei valori limite del rendimento e delle emissioni sempre più stringenti.

Per quanto riguarda gli altri aspetti, invece, che riguardano il ruolo chiave dell’utilizzatore finale, molto resta ancora da fare a livello di educazione all’uso corretto della biomassa legnosa.

Valutando i risultati delle più recenti ricerche realizzate in Austria, Cristoph Schmidl, senior researcher di Bioenergy2020, ritiene che una delle fasi più critiche che producono emissioni sia quella dell’accensione.

“E’ stato dimostrato che disponendo la legna in catasta e accendendo il fuoco dall’alto per mezzo di un modulo d’accensione composto da legnetti secchi, l’emissione di polveri si riduce del 50-80% rispetto all’accensione dal basso. Sulla base di una indagine campionaria presso gli utenti finali in Austria è risultato che solo l’8% accende il fuoco in questo modo, mentre il 58% degli utenti effettuano l’accensione dal basso, posizionando i legnetti secchi sul fondo.” – Cristoph Schmidl, senior researcher di Bioenergy2020

Anche i materiali usati nell’accensione della legna e il punto in cui vengono posizionati incidono sulle emissioni inquinanti. Il 62% del campione austriaco ha dichiarato di utilizzare piccoli pezzi di legna e carta, mentre solo l’8% dichiara di usare gli appositi accendi fuoco. L’83% degli utenti posizionano l’accendi fuoco alla base della carica o nella sua parte inferiore, dove causa i maggiori valori di emissione di polveri in fase di accensione. L’abitudine più corretta sarebbe di posizionarlo sulla cima della catasta.

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La foto sopra mostra una catasta accesa dall’alto con legnetti secchi: il metodo più corretto e “pulito” di accendere la legna, ma usato solo dall’8% del campione austriaco.

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In foto, ciocchi accesi dal basso con legnetti secchi: è il metodo usato dal 58% del campione austriaco (spesso, invece dei legnetti secchi, si posizionano pezzi di carta o cartone), ma non consigliato per le emissioni di particolato che produce.

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In foto, catasta rinfusa senza modulo di accensione: usato dal 15% del campione austriaco, è un metodo da evitare.

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In foto, ciocchi verticali con accensione dal basso (tipo bivacco): usato dal 19% del campione nella ricerca di Bioenergy2020, è anche questo un metodo da evitare.

Scritto da Fabio Fratini di Homy Calor

Inserto a legna

Oggi vi presentiamo l’istallazione di un inserto a legna Deville mod. Bijuo 65 Turbo Vision, installato presso l’abitazione di un nostro cliente olandese.
Gli inserti a legna sono particolarmente adatti per essere inseriti all’interno di vecchi camini aperti migliorandone notevolmente la resa termica, la sicurezza e il consumo di legna.
Vengono installati anche per risolvere eventuali problemi di fumo.

Inserto a legna BIJOU 65 turbo vision

Particolarmente adatto per l’inserimento in camini esistenti con la bocca molto bassa

INFORMAZIONI TECNICHE Inserto a legna BIJOU 65 turbo vision di Deville
– Potenza nominale: 8 kW
– Potenza massima: 20 kW
– Volume riscaldabile: 280 m³
– Diametro scarico fumi: 150 mm int
– Rendimento: 73,4 %
– Emissioni CO: 0,28 %
– Larghezza ceppi: 57 cm

Modello dotato di ventilatore e carenatura per utilizzo sia ventilato che a convezione naturale e canalizzabile (altezza 50 cm compreso di ventilatore) Fornito con cornice di finitura a 4 lati componibile (spessore 3,5 cm per ogni lato)

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Scritto da Fabio Fratini di Homy Calor