Cenere come fertilizzante

L’uso della cenere come fertilizzante è una pratica antichissima e molto diffusa tutt’oggi. Fertilizzare con la cenere consente di apportare al terreno un buon numero di elementi nutritivi, primi tra tutti fosforo e potassio. La cenere, oltre a essere usata per fertilizzare il terreno, si può usare nell’orto per allontanare limacce e chiocciole (lumache con o senza guscio). La cenere ottenuta dalla combustione di legna nel camino o nelle stufe, può essere usata per aumentare il pH del terreno e renderlo compatibile per la coltivazione delle cosiddette piante basofile.

Quali elementi nutritivi apporta la cenere al terreno? 

La cenere di legna apporta al suolo buone quantità di fosforo, potassio, magnesio e calcio.

La cenere certamente non è il migliore concime disponibile ma il suo impiego è consigliato a chiunque abbia a disposizione una stufa o un camino a legna perché non può che fare bene alla fertilità del suolo. La cenere è un concime naturale: il ciclo comincia quando l’albero assorbe i nutrienti dal terreno, dall’acqua e dall’aria. Il legno dell’albero arso sprigiona con i fumi carbonio, ossigeno, idrogeno, azoto e zolfo ma una buona dose di composti va a costituire quella che comunemente chiamiamo cenere. Fertilizzando il terreno con la cenere restituiamo al terreno elementi preziosi.

La cenere è talmente ricca di potassio che il suo impiego è fortemente consigliato come ammendante per le piante basofile.

Quando parliamo di cenere per fertilizzare il terreno facciamo riferimento alla cenere data dalla combustione di legna di derivazione naturale, quindi non verniciata, ne’ trattata con flatting o impregnanti. Impiegando cenere di dubbia provenienza si rischierebbe di inquinare il suolo.

Come fertilizzare con la cenere

Occorrono dai 15 ai 25 kg di cenere per fertilizzare un terreno di 100 metri quadrati. 

La cenere può essere integrata quando prepariamo il letto di semina o i solchi per la messa a dimora. Lavorando a fondo il terreno, aggiungete la cenere necessaria.

L’ideale sarebbe fertilizzare il terreno con cenere e compost: il compost andrebbe ad apportare l’azoto carente nelle ceneri legnose. Aggiungete dai 150 ai 200 grammi di cenere per ogni metro quadrato del vostro orto.

Se invece volete concimare siepi o alberi, la cenere dovrà essere sparsa in superficie in quantità di 50 grammi per metro quadrato da disperdere alla base della pianta. In questo contesto, fate attenzione a coprire tutta l’area in modo omogeneo e seguendo il raggio di copertura della chioma.

Per la fertilizzazione delle siepi bisognerà considerare la larghezza dell’impianto. In media, potete spargere la cenere fino a coprire i primi 80 cm di superficie dalla base delle piante. La cenere va sparsa per tutta la fila.

La cenere nel compost domestico

Il compost può aggiungere azoto alla cenere ma è anche vero che la cenere può integrare il compost domestico!

La mancanza di azoto rende utile la cenere anche come elemento integrativo nel compost per favorirne la decomposizione e la trasformazione in terriccio fertile.

La cenere, antico rimedio naturale contro le lumache

Limacce e chiocciole, cioè lumache con o senza guscio, possono essere allontanate dall’orto sfruttando la cenere legnosa. Le limacce e le chiocciole si nutrono soprattutto di verdure a foglia larga, distribuendo la cenere non sarà più necessario usare lumachicidi per salvaguardare il raccolto.

Come allontanare le lumache dall’orto? Distribuite la cenere intorno all’aiuola o al solco da proteggere in modo da formare strisce larghe 6-7 cm e alte almeno 2 cm. La cenere conserva la sua efficacia soltanto fintantoché resta asciutta, quindi questo rimedio è consigliato solo per chi usa l’irrigazione a goccia e va rigenerato in caso di pioggia. La cenere residua nel terreno avrà poi l’effetto fertilizzante già descritto in precedenza.

Fonti: ideegreen

Come riciclare la cenere per fare sapone e detersivo naturale

L’inverno è la stagione del camino e delle stufe a legna o pellet. Con la pioggia e il freddo non c’è cosa migliore di stare in casa al calduccio, proprio davanti al camino, magari con una cioccolata calda e con un bel libro. Un vero paradiso di calore domestico e comfort. Le pene arrivano quando bisogna pulire il camino o la stufa: svuotare il cassone, aspirare via la cenere e occuparsi del suo smaltimento.

Spesso la cenere viene raccolta e gettata nella spazzatura (nella raccolta differenziata dell’umido) ma i più laboriosi possono provvedere al riciclo della cenere per sfruttare al massimo i benefici di questa sostanza.

L’esempio più eclatante: la cenere può essere utilizzata per la produzione di un detersivo naturale, quindi non inquinante, la Liscivia. La liscivia ricavata dalla cenere è perfetta per la produzione di saponi davvero efficaci. La liscivia, infatti, ha proprietà caustiche e per questa va trattata con una certa attenzione.

Il sapone naturale prodotto a partire dalla cenere può essere usato per la cura del corpo mentre la liscivia può essere usata come detersivo fatto in casa per il bucato, per lavare i piatti e per tanti altri utilizzi. La sua preparazione è semplice, e può essere fatta anche in casa… l’unico ingrediente fondamentale è la cenere da riciclare!

Come fare la liscivia

Bisogna prendere il quantitativo da noi desiderato di cenere e setacciarlo per bene, per evitare pezzi troppo grossi ed eliminare eventuali residui di carbone.

Dosi: il contenitore in cui la setacciamo non deve essere di alluminio e la proporzione di acqua da aggiungere per la preparazione deve essere di 5 volte su un bicchiere di cenere. Insomma, per ogni parte di cenere ce ne vorranno cinque di acqua. Rapporto 1:5. Il rapporto è in volume e non in peso… ecco perché come misurino potete usare un contenitore e non la bilancia!

Questo miscuglio di acqua e cenere successivamente deve essere bollito. Fate bollire per circa 30 minuti, stabilizzate l’ebollizione (abbassate il fuoco) e fate cuocere per almeno 60 – 90 minuti. In seguito si lascia raffreddare, quel liquido che otterrete si chiama liscivia ed è il detersivo naturale che usavano i nostri antenati per lavare il bucato. E’ estremamente efficace tanto che questo processo è usato tutt’oggi per la saponificazione nelle industrie che producono particolari detergenti. La Lasciva, così preparata a partire dalla cenere, è pronta per essere utilizzata per tenere pulita la nostra casa.

Filtrate la liscivia con un panno di cotone o mussola. Otterrete un liquido piuttosto limpido e facile da conservare anche per lunghi periodi. Se la componente liquida può essere usata come detergente naturale, la componente densa può dare vita a un sapone leggermente abrasivo e caustico perfetto per pulire pentole bruciate, acciaio inox e lo stesso camino.

Ciò che rimane nel panno di mussola (nella garza o nel panno di cotone) è detto sapone di cenere o pasta di cenere; anche questa può essere usata come detersivo naturale, sfruttatela per sgrassare il forno o per pulire i ferri del BBQ.

Cenere di legna: usarla come concime

Dopo una serata attorno a un bel fuoco, resta la pulitura del caminetto: bisogna raccogliere ed eliminare la cenere. A torto questa è ritenuta un rifiuto disagevole da maneggiare, di cui ci si può sbarazzare solo con difficoltà. Invece la cenere non è un rifiuto, bensì un elemento prezioso che può apportare sostanze utili alle nostre coltivazioni, nel giardino e nell’orto.

Un fertilizzante ricco di fosforo e potassio 

Il metodo migliore per smaltire la cenere con profitto consiste nello spargerla sulle aiuole. Si può fare in ogni periodo dell’anno, con la precauzione di non esagerare nelle dosi. La cenere di legna contiene calcio dal 18 al 45%, fosforo dal 2 al 20 % e potassio dal 5 al 35%: il fosforo sovrintende alla colorazione dei fiori e al sapore dei frutti assieme al potassio, utile soprattutto nella coltivazione di patate e pomodori. Nella cenere di legna troviamo anche diversi microelementi indispensabili alla salute dei vegetali, come magnesio, ferro, rame, boro ecc.

I momenti ideali per usarla

La cenere si può utilizzare sempre, ma ci sono alcuni momenti più adatti.

  • Integra in modo ideale la concimazione di fondo cioè la fase di preparazione del terreno in cui si fa una lavorazione profonda interrando contestualmente il concime (soprattutto letame o concime chimico). In questa fase si possono interrare 100-200 grammi di cenere asciutta per metro quadrato. Per un’azione più completa si può aggiungere solfato ammonico in ragione di 40 grammi per mq: questo apporta due elementi assenti nella cenere, l’azoto e lo zolfo. 
  • Quando le colture sono in corso, si può usare la cenere spargendola in ragione di 20 grammi per metro quadrato attorno alle piante da orto e giardino, interrandola leggermente. Nel caso di alberi e arbusti, in autunno o primavera, si può interrare la cenere in ragione di 50 grammi per mq alla loro base, su una superficie di terreno uguale al diametro della chioma. Si può anche mescolare agli altri concimi somministrati normalmente.

Attenzione alla legna che bruciate

L’uso delle cenere proveniente da legname da ardere, o dalla combustione dei pellet, è consentito anche in agricoltura biologica. In ogni caso bisogna evitare quella prodotta dalla combustione di legnami verniciati o trattati con altri elementi chimici come il flatting. Comunque è bene sapere che bruciare nelle stufe o camini domestici i legnami trattati è proibito dalla legge italiana. Si può usare la cenere di carbonella, ma non quella proveniente dal carbon fossile perché contiene quantità elevate di metalli. Infine ricordo che la cenere si può conservare anche a lungo, stipata asciutta in sacchetti di carta o plastica ben chiusi, collocati in luoghi privi di umidità.

Contrasta molti parassiti e insetti indesiderati 

La cenere, se è ben asciutta, può essere sparsa come un cordone attorno alle aiuole dell’orto o alla base di alberi che si vogliono proteggere da insetti indesiderati. Uno strato largo 5-6 centimetri alto almeno 4 millimetri rappresenta una barriera invalicabile per lumache, chiocciole, formiche e molti altri insetti che si muovono di notte per aggredire le piante.

Trarre vantaggio dall’assenza di azoto

La cenere non contiene azoto e questo può essere un vantaggio. L’azoto ha la capacità di sviluppare la massa fogliare, quindi è indispensabile nella coltivazione degli ortaggi e delle essenze a foglia. Nelle piante che producono fiori e frutti è utile nelle prime fasi di crescita ma poi, dall’inizio della fioritura, si devono preferire concimazioni più ricche di fosforo e potassio, per privilegiare la produzione di frutti. In questa fase la cenere svolge una funzione positiva.

Migliora il compost

Per l’assenza di azoto, la cenere è ottima nella preparazione del compost. Tutti i rifiuti apportati alla compostiera devono contenere quantità equilibrate di materiale fresco (azoto) e materiale secco (carbonio). Dunque, se dovete mettere nella compostiera lo sfalcio del prato, che è quasi azoto puro, mescolatelo con cenere: eviterete di dover apportare carbonio in altre forme, come per esempio foglie secche, carta o cartone. Uno strato di sfalcio di prato non miscelato con elementi secchi imputridisce, non composta. L’ideale è tenere un secchio di cenere vicino alla compostiera per ricoprire con una spolverata i rifiuti della cucina, molto soggetti alla putrefazione. Si può aggiungere tranquillamente la cenere alla compostiera, in ragione di 4-6 kg per metro cubo.