Stufe a legna con dispositivo di accensione programmata

Rika presenta Rikatronic4, un innovativo dispositivo che permette l’accensione programmata delle stufe a legna di nuova generazione, mediante un sistema totalmente automatizzato che controlla anche l’aria primaria e secondaria di combustione, consentendo inoltre un sensibile risparmio di combustibile.

A 60 anni dalla sua fondazione Rika, azienda a conduzione familiare che produce stufe a legna, a pellet e combinate caratterizzate da progetti avanzati, ecologici e sostenibili, è oggi sinonimo di massima innovazione ed elevata qualità con i suoi prodotti “Made in Austria”, caratterizzati oltre che da facilità di utilizzo anche dalla massima efficienza di combustione e dal design accurato. Migliorare i modelli esistenti e crearne di nuovi è la missione di Rika.

Anche l’attenzione all’ambiente occupa un posto di notevole importanza nella filosofia aziendale. Per questo motivo gli standard internazionali vengono da sempre non solo soddisfatti, ma di gran lunga superati. Numerosissime certificazioni di auditor estremamente esigenti comprovano questo orientamento ecologico dell’azienda.

Rika propone un’ampia gamma di stufe a legna e a pellet, dai modelli più accessibili, adatti per ogni tipo di budget, a quelli più esclusivi, dal design tradizionale a quello moderno, per ogni target e ambiente abitativo. Particolarmente importante tra le innovazioni tecnologiche, il dispositivo Rikatronic4  permette l’accensione programmata delle stufe a legna di nuova generazione, mediante un sistema totalmente automatizzato che controlla anche l’aria primaria e secondaria di combustione, consentendo inoltre un sensibile risparmio di combustibile.

 

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Il Conto Termico

Conto termico per STUFE E CALDAIE in parole SEMPLICI
Da circa 4 anni, quindi dal 2012, in Italia ha preso piede un contributo-incentivo molto interessante…Soprattutto per le regioni del nord, in particolare le zone climatiche in fascia E e F. Questo contributo eroga una somma di denaro nel giro di qualche mese, circa 6, se l’incentivo è sotto i 5000€, invece in 20 mesi, se è sopra i 5000€. Precisamente: sotto i 5000 € viene erogato in un’unica rata, mentre sopra i 5000 € in due rate (il contributo massimo è di 7800 €).

Prima cosa: Chi può prendere l’incentivo?

L’incentivo è stato fatto per promuovere generatori con bassi livelli emissivi, che sono certificati per restare in un certo range di qualità e quantità di fumi, infatti vuole abbassare l’inquinamento dell’atmosfera, andando ad abbassare il livello delle polveri sottili. Proprio perchè i vecchi apparati (stufe, caldaie ecc) sono degli altissimi produttori di inquinamento, in quanto hanno una bassa resa e un alto scarico di fumi.
Se si è in possesso di uno o più di questi generatori:

  • caldaia a gasolio
  • caldaia a biomassa (tra cui legna, pellet, mais, cippato, sansa, nocciolino)
  • stufa a gasolio
  • stufa a biomassa
  • cucina economica a legna
  • thermostufa a biomassa
  • camino aperto che si desidera chiudere o dismettere

Puoi richiedere questo incentivo.

Come puoi averlo?
La procedura (in breve) per ricevere il conto termico è LA SEGUENTE:

  1. avere il generatore (stufa o caldaia ecc) vecchio installato in casa
  2. fotografare il generatore vecchio nel luogo in cui è installato
  3. togliere il generatore vecchio e smaltirlo con il FORMULARIO DI SMALTIMENTO (è un certificato che accerta che è stato smaltimento del vecchio apparato)
  4. installare il nuovo apparato (la stufa nuova deve avere un rendimento superiore 85% e il certificato che lo attesta)
  5. farsi rilasciare la DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’
  6. fotografare il nuovo generatore
  7. fare il pagamento in modo corretto, con bonifico (sia bancario che postale) o anche finanziamento. Nel caso del bonifico deve esserci la seguente dicitura: D.M. 16.02.16, i riferimenti della fattura (n. fatt.__ del ___), il codice fiscale del soggetto responsabile, il codice fiscale o la partita IVA del beneficiario

Come sapere la cifra dell’incentivo?

Il GSE (gestore di servizi energetici) ha creato una formula per dare come risultato l’incentivo. La formula è cosi composta: Calcolo dell’incentivo (Allegato II – 2.2 del Decreto)

Ad esempio per le stufe e i termocamini a pellets:
Formula: Ia tot = 3,35* ln(Pn) * hr * Ci * Ce

dove

Ia tot: è l’incentivo annuo in euro

Pn: è la potenza termica nominale dell’impianto

hr: è il coefficiente di utilizzo, cioè le ore di funzionamento distinte per zona climatica

Ci: è il coefficiente di valorizzazione dell’energia termica prodotta espresso in €/kWht, definito in 0,040 (€/kWht) per le stufe e i termocamini a pellets

Ce: è il coefficiente premiante riferito alle emissioni di polveri.

Potenza della stufa Resa in ambiente X ore di riscaldamento (relazionato in base alla fascia climatica) X premio di basse emissioni X coefficinte

Se non ci hai capito niente fa lo stesso perché se la stufa può prendere l’incentivo sicuramente sul sito dell’azienda produttrice troverai la cifra corrispondente. Se invece l’hai capito, ma i calcoli ti risultano più alti di quanto dichiara la casa madre può essere giusto, perché oltre ad un tot non danno premi.

E’ diverso per le caldaie:
Le caldaie hanno un calcolo leggermente diverso. C’è sempre HR (le ore), c’è sempre CE (il coefficiente premiante), c’è sempre PN (la potenza resa), c’è sempre il CI (coefficiente standard ma invece di 0.04 è 0.045). In poche parole non c’è il 3.35 ma si moltiplica per 2.

Esempio di una caldaia di alta qualità:
Pn: 33kw

Ce: 1.5

Ci: 0.045

Hr zona E: 1700

33×1.5×0.045×1700= 3786,75

Quindi 3786.75 annuo che moltiplicato per 2 fa 7573.5
Ricorda che sono importanti anche le dimensioni dell’accumulo che andrai a mettere e le valvole termostatiche

Quali sono le ora per le zone:
Ore di funzionamento stimate in relazione alla zona climatica di appartenenza
Zona climatica ℎ:

  • A 600
  • B 850
  • C 1100
  • D 1400
  • E 1700
  • F 1800

Per sapere la tua zona, solitamente lo chiedo a Google!

PER CHI E’ VERAMENTE INTERESSANTE?
Questo è altamente interessante per chi:

  1. ha una stufa o caldaia che richiede un intervento di ripristino
  2. per chi vuole abbassare il consumo di combustibile
  3. per chi vuole risanare l’impianto

Cosa è importante sapere?

Che non tutte le stufe possono prendere l’incentivo e non tutte le installazioni possono farti prendere l’incentivo. La realtà, e anche la cosa bella, è che il conto termico PREMIA CHI FA IL LAVORO FATTO BENE.

Fatto bene intendo che:

  1. l’installazione della tua stufa deve essere a norma
  2. la tua canna fumaria deve avere il certificato di conformità
  3. la stufa che compri deve essere certificata da un laboratorio accreditato
  4. devi bruciare del pellet certificato En plus A1 o A2

Ti sembrano tante cose?

In realtà tutte queste cose sono sempre OBBLIGATORIE, e noi le facciamo ad ogni Installazione.

Quindi cosa devi fare?

SEMPLICE: affidarti a professionisti (meglio ancora se noi), che sanno quello che fanno, e quello che fanno lo fanno BENE E REGOLARE. Non solo a parole ma anche a carte.

Le Stufe a legna con forno

Le stufe a legna con forno si sviluppano in altezza con elementi a colonna, di cui il forno, di facile accesso e pulizia. Le dimensioni del forno dipendono dalla potenza e dalle dimensioni della stufa. Una stufa con una camera di combustione con un volume prossimo ai 50 litri, prevede un forno 30×40 cm, profondo 25cm.

Anche se le stufe a legna con forno possono essere realizzate con materiali diversi, quali muratura, pietra ollare, ed altri materiali equivalenti, la più comune e moderna stufa a legna con forno prevede un monoblocco in acciaio, una camera di combustione in ghisa, un rivestimento in ceramica o maiolica, di facile adattabilità con qualsiasi ambiente.

Le stufe a legna con forno sono espressione del rispetto per l’ambiente, senza perdere di vista la resa termica, il design, la qualità dei materiali utilizzati e la funzione d’arredo. Possono riscaldare sia per irraggiamento che per convenzione. In questo ultimo caso, dotate di un ventilatore integrato, per la canalizzazione forzata dell’aria calda nei vari ambienti, rappresentano il giusto equilibrio tra un pratico sistema di riscaldamento ed il piacere di cucinare in maniera ecologica, col tradizionale forno a legna.

Le moderne stufe a legna, dotate di forno, grazie alla combustione primaria e alla cosiddetta postcombustione, che sfrutta il calore dei fumi cui viene imposto un percorso bidirezionale attraverso condutture ospitate dalle pareti laterali della massa refrattaria, riescono ad assicurare un’alta resa termica che supera l’80%, purché vengano utilizzati ciocchi di legna stagionati e ben dimensionati, facendo attenzione a riempire la camera di combustione, a secondo del tipo di legna, nel rispetto delle indicazioni fornite dalla casa costruttrice e riportate dal libretto uso e manutenzione, in dotazione della stufa.

Si tratta di manufatti che offrono la possibilità di riscaldarsi e cucinare in maniera naturale, in linea con l’attenzione delle nuove generazioni, alla sana cottura dei cibi e al rispetto dell’ambiente. Di tanto hanno preso atto le aziende costruttrici del settore, che non hanno mancato di prestare attenzione, oltre che all’aspetto funzionale, all’aspetto estetico, inserendo sul mercato veri gioielli d’arredo, di vari materiali e rivestimenti, in linea con le attuali tendenze di design, in grado di soddisfare qualsiasi esigenza d’arredo.

Con le stufe a legna con forno anche il risparmio diventa interessante, dal momento che ai vantaggi del combustibile più ecologico ed economico, quale la legna, bisogna aggiungere il risparmio che comporta il mancato utilizzo del forno, quale elettrodomestico inserito nella cucina.

Il corretto utilizzo del forno a legna, anche come scaldavivande, richiede una certa esperienza, perché non è sufficiente preimpostare l’eventuale termostato, ma bisogna saper regolare la quantità di legna da ardere, anche se nelle stufe a legna di ultima generazione anche questo adempimento risulta automatizzato, nel senso che senza l’intervento dell’uomo il sistema provvede ad attingere e bruciare la quantità di legna, in base alla quantità di calore da produrre per conseguire e conservare nel tempo la temperatura preimpostata. Il prezzo orientativo delle “normali” stufe a legna con forno oscilla dal migliaio d’euro ai 3000/4000 euro.

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Stufe a pellet canalizzate

Caratteristiche delle stufe a pellet canalizzate.

Le stufe a pellet canalizzate sono stufe a pellet ad aria che con un opportuno sistema di canalizzazioni trasportano l’aria calda da esse prodotta, oltre che nella stanza dove sono collocate, in locali attigui posizionati solitamente sul medesimo livello o a quello superiore.

Ricordiamo che le stufe a pellet ad aria sono stufe a pellet in cui, nell’interfaccia dello scambiatore di calore a contatto con i fumi di combustione, circola aria che una volta riscaldata, senza mescolarsi ai prodotti di combustione, viene immessa nell’ambiente.

Il pellet è un combustibile ricavato da legno triturato che viene agglomerato, senza aggiunta di collanti ed altri prodotti chimici, in cilindretti di piccole dimensioni.

La stufa a pellet canalizzata è costruita come una comune stufa a pellet di potenza opportuna. Naturalmente nel calcolo della potenza bisognerà tener conto che essa deve riscaldare non solo la stanza in cui si trova ma anche quelle adiacenti raggiunte dall’impianto di canalizzazione.

Per calcolare il valore della potenza termica della stufa a pellet canalizzata da installare in un appartamento occorre prima di ogni cosa calcolare la cubatura totale dell’ambiente da riscaldare.

Detta cubatura si ottiene moltiplicando la superficie in metri quadrati per l’altezza media espressa in metri. Quindi, ad esempio, se l’appartamento ha una superficie di 120 m2 ed una altezza media di 3 m la cubatura V=120×3=360m3. Nota la cubatura il fabbisogno termico (ovvero il numero di klo calorie in una ora) occorrenti per riscaldare in maniera confortevole l’appartamento si otterrà moltiplicando la cubatura per un coefficiente, denominato coefficiente termico, che quantifica le kilocalorie necessarie in una ora per riscaldare un m3 dell’ambiente.

Esso varia in funzione dell’isolamento termico dell’appartamento e della zona climatica in cui questo è posizionato. Il suo valore è perciò compreso tra 30 Kilocalorie/ora x m3 e 40 kilocalorie/ora x m3.

Ritornando quindi all’esempio numerico precedente il fabbisogno termico si otterrà col semplice calcolo 360 x 35 = 12600 kilocalorie/ora.

Per ottenere poi i Kilowatt basterà dividere tale valore per 862 e quindi 12600/862= 14,61 Kw.

L’impianto di canalizzazione dell’aria è costituito da tubazioni in alluminio e una opportuna coibentazione per non disperdere il calore durante il percorso. Tali tubazioni, che si raccordano al retro della stufa dove prelevano l’aria da essa riscaldata, diffondono l’aria calda nelle varie stanze servite mediante bocchette praticate nelle tubature.

L’aria calda viene forzata nella canalizzazione dalla ventola di espulsione di cui è dotata la stufa. Se l’ambiente da riscaldare ha una cubatura consistente, per ovviare alle perdite di carico, che fatalmente si avranno nei tubi, e per favorire un ricircolo più rapido ed efficiente, lungo la canalizzazione sanno posizionate delle ventole ausiliarie che comunque saranno pilotate (accensione e regolazione della velocità) dalla centralina a microprocessori della stufa.

Nelle varie stanze vi saranno anche dei termostati regolabili che consentiranno di impostare a piacimento la temperatura desiderata. Essi saranno anche loro in collegamento col microprocessore della centralina e forniranno il necessario feedback per poter regolare i parametri della stufa in maniera che questa sia in grado di convogliare in ogni ambiente il giusto flusso di aria calda.

Si preferisce installare le stufe a pellet canalizzate in ambienti che siano tutti su un medesimo livello e la cui cubatura non superi un determinato tetto (inferiore ai 400 m3), perché, per compensare le perdite di carico nei lunghi tubi di canalizzazione, occorrerebbe considerare ventole di potenza notevole e tubi di diametro consistente. Ovviamente le ventole potenti risulteranno rumorose ed i tubi di diametro considerevole saranno difficili da mascherarsi. Spesso a monte dell’impianto di canalizzazione viene montato un umidifcatore per ovviare ai problemi di secchezza dell’aria che vengono a determinarsi dopo qualche ora dall’entrata in funzione della stufa.

immagine-canalizzazione

Vantaggi e svantaggi delle stufe a pellet canalizzate.

I vantaggi.

  • Sono ecologiche. Grazie alla doppia combustione, alla temperatura elevata ed al controllo costante con una sonda lambda dei fumi di scarico questi conterranno solo anidride carbonica ed acqua che non risultano nocivi per l’ambiente. Inoltre l’anidride carbonica prodotta è all’incirca pari a quella che l‘albero da cui viene il pellet ha sottratto all’atmosfera per la sintesi della clorofilla. Risulta perciò nullo il bilancio di CO2 immesso in atmosfera e quindi la combustione del pellet non contribuisce all’effetto serra.
  • Hanno bassi costi di gestione. I motivi sono l’ottimo rendimento termico della stufa ed il basso costo del pellet.
  • Riuniscono in un solo dispositivo due distinte funzioni. Riscaldano direttamente la stanza in cui sono collocate e attraverso le canalizzazioni il resto della casa.
  • Hanno una discreta autonomia. Un carico della tramoggia della stufa può durare anche 2 giorni.

I contro.

  • Richiedono canna fumaria che deve sfociare a di sopra del tetto. Non sono perciò installabili in qualunque posto né facilmente spostabili.
  • Le canalizzazioni richiedono opere murarie importanti. L’idea migliore sarebbe una loro installazione in concomitanza dei lavori di ristrutturazione.
  • Riscaldano per convenzione. I ricircoli di aria creano movimenti di polveri ed acari che non sono salutari specialmente per i soggetti allergici.
  • Richiedono l’installazione a monte di un umidificatore per evitare l’eccessiva secchezza dell’aria dell’ambiente.
  • Le ventole lungo l’impianto di canalizzazione sono rumorose.
  • Sono apparati tecnologicamente complessi e richiedono per l’installazione e l’assistenza tecnici specializzati.

Costi ed installazione di una stufa a pellet canalizzata.

La spesa per portare a casa una stufa a pellet canalizzata va da un minimo di 1200 € ai 5000 €  ed a tale importo vanno aggiunte le spese per la canalizzazione che vanno quantificate di caso in caso in funzione della lunghezza dell’impianto e delle opere murarie necessarie.

L’installazione e la prima accensione deve essere effettuata a cura di un tecnico abilitato che deve rilasciare certificato di conformità obbligatorio per legge. Ovviamente la prima accensione deve essere preceduta dai lavori di installazione delle canalizzazioni ed eventualmente di sistemazione della canna fumaria.

Fonti: Faidate360

Caldaie e apparecchi a biomassa: la sfida di Ecodesign ed Ecolabel

Nel settore che riguarda la termica delle biomasse, la attuale sfida è quella che si gioca sulla qualità e l’innovazione tecnologica, intese come progettazione e costruzione di apparecchi e impianti a biomasse con alti rendimenti e bassissime emissioni, alimentati da biocombustibili di qualità certificata e installati da professionisti qualificati.La prima sfida partirà con l’etichettatura energetica, il cosiddetto Ecolabel. Secondo la normativa europea, dal 1° gennaio 2018 tutti gli apparecchi domestici a pellet o legna dovranno essere dotati di un’etichetta simile a quella delle lavastoviglie, ben esposta nei punti vendita e nei siti web dei produttori. L’etichetta indicherà la classe di efficienza energetica e gli altri dati tecnici necessari a distinguere prodotti che sembrano simili, ma che in realtà hanno caratteristiche intrinseche qualitativamente diverse. Questo permetterà all’acquirente di conoscere il “plus” del prodotto migliore. Quest’etichetta diventerà la prima cosa visibile al consumatore sul prodotto, anche prima del prezzo; sarà quindi come un “Passaporto Energetico”». La seconda sfida, ancora più stringente, sarà quella della direttiva europea Ecodesign, in vigore dal 2022. Tutti i produttori di stufe e caminetti saranno obbligati a mettere in commercio prodotti più ecocompatibili in termini di emissioni inquinanti, efficienza e rendimenti. Mentre in altri paesi europei, come la Germania o l’Austria, sono già in vigore normative stringenti che si avvicinano o addirittura sono ancora più severe di quelle che saranno imposte a livello UE, in Italia siamo piuttosto in ritardo. Il riferimento italiano è dato dalle norme tecniche UNI EN (UNI 10683-1998), mentre il ministero dell’Ambiente e quello dello Sviluppo economico non hanno ancora trovato un’intesa sul Decreto attuativo dell’articolo 290 del dlgs 152/2006 (Testo Unico Ambientale), che potrebbe costituire un’ottima base di partenza. Se la combustione di legna e la qualità dell’aria sono due elementi tra loro connessi (per esempio in Lombardia la legna è fonte del 45% del PM10 nell’aria), va anche detto che la legna è una risorsa irrinunciabile nella lotta ai cambiamenti climatici. Oggi sul mercato gli apparecchi più nuovi hanno livelli di emissioni molto più basse di quelli più vecchi. Per rendere davvero compatibile la qualità dell’aria con le esigenze del Protocollo di Parigi è necessario che lo sviluppo tecnologico prosegua ancora e dai risultati di diversi progetti di ricerca il potenziale per tale sviluppo esiste.L’articolo 290, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 recita: «… con decreto del ministro dell’ambiente di concerto con i ministri della salute e dello sviluppo economico, sono disciplinati i requisiti, le procedure e le competenze per il rilascio di una certificazione dei generatori di calore… alimentati con legna da ardere, carbone di legna e biomassa solida combustibile». È stata quindi sviluppata una bozza di decreto che si pone come finalità l’individuazione di prestazioni emissive di riferimento per le diverse classi, di definire i metodi di prova e le verifiche che il produttore deve effettuare ai fini del rilascio della certificazione ambientale e, infine, di dare indicazioni circa le corrette modalità di installazione e gestione dei generatori di calore. Le opportunità che questo tipo di classificazione potrebbe aprire vanno dall’utilizzo nelle azioni di incentivazione (come ad esempio il Conto Termico oppure azioni a livello locale) e nei piani di risanamento regionali per impostare adeguate azioni di limitazione all’uso e di sostituzione degli apparecchi più vecchi fino all’individuazione di limitazioni di carattere emergenziale (laddove ritenute opportune). In pratica, il decreto di classificazione degli apparecchi può contribuire a favorire il percorso di miglioramento tecnologico sempre però in abbinamento a installazione, manutenzione e uso corretti». Il Conto Termico 2.0, il sistema incentivante la produzione di calore da biomassa legnosa, introduce principi di semplificazione, efficacia, diversificazione e innovazione tecnologica, ampliando la gamma di interventi incentivabili sia per le pubbliche amministrazioni sia per i soggetti privati». Tra le novità più interessanti l’innalzamento del limite per l’erogazione con unica rata dagli attuali 600 a 5.000 euro e l’erogazione degli incentivi non più in 6 mesi ma in 2. Preoccupati gli operatori del settore per i “provvedimenti normativi emergenziali” (con i quali i sindaci italiani possono vietare l’accensione di apparecchi a biomassa a 360 gradi senza distinguere tra apparecchi virtuosi e obsoleti), sono però pronti a cogliere la sfida della qualità e dell’innovazione tecnologica per proseguire nel percorso virtuoso già intrapreso di costruire apparecchi e impianti a biomasse con alti rendimenti e bassissime emissioni, alimentati da biocombustibili di qualità certificata e installati da professionisti qualificati.

Fonte AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali

Il grigio

E’ un colore elegante, che scalda i contrasti del bianco e nero, tinge con sobrietà e crea ambienti rilassanti. Il grigio è un colore molto in voga nel mondo dell’arredamento in questo momento, anche grazie a quella vena industrial e metropolitana che si adatta perfettamente ad ambienti contemporanei. Le sfumature del grigio hanno la capacità di risultare luminose con la luce del giorno, sensuali e rilassanti la sera, inoltre si adattano a qualsiasi altra tonalità scelta per l’arredamento, aggiungendo un tocco sofisticato.

Ma come utilizzarlo? Innanzitutto, considerate le decine di sfumature che può assumere questo colore: dal luminoso grigio ghiaccio o cenere, ad uno scuro antracite, le nuance sono molte. Il grigio si abbina benissimo con colori neutrali come il beige, il panna, con le tonalità pastello (il celeste e il cipria su tutti), con i bianchi, i neri e con le colorazioni terrene di stagione (marroni aranciati, marsala, ocra). Tra i materiali che meglio vi si accostano vi sono i metalli, il legno e il vetro.

Se amate le pareti tinte di grigio, optate per le nuance più chiare e luminose, e illuminatele con mensole dove metterete libri o piante, per alleggerire l’effetto cupo. Mentre per quanto riguarda l’arredamento, il divano grigio è il non-plus-ultra delle tendenze attuali, sia in versione scura che chiara, dalle forme un po’ retrò, possibilmente illuminato da cuscini dalle stampe etniche o floreali, per ravvivare il salotto. Anche il tappeto, se scelto nelle tonalità più chiare di grigio, donerà un effetto elegante alla stanza senza appesantirla. Non dimenticate inoltre che anche i mobili in legno possono diventare grigi: comodini, credenze, tavoli, cornici, porte ben si prestano all’effetto decapé sui toni della cenere o del fumo, donando un’accezione industrial anche all’arredamento più classico.

 

Novità! Stufa a pellet BIO 80H

La stufa a pellet Fair modello Bio include tre funzioni in un unico prodotto. Con il suo rivoluzionario sistema benessere Healthsystem, riscaldando l’aria ambiente la purifica e la sanifica, neutralizzando odori, fumo, pulviscolo e con essi gran parte dei batteri nocivi. Respirando quest’aria purificata, si beneficia di un miglioramento della respirazione, riduzione degli effetti dello stress, aumento delle difese immunitarie, inoltre impedisce la diffusione di batteri, prevenendo malattie respiratorie come raffreddore o asma.

Dettagli tecnici:
– Programmatore settimanale 4 accensioni più 4 spegnimenti al giorno;
– Predisposizione al collegamento con termostato esterno;
– Fianchi in acciaio verniciato;
– Funzione Stand-by o modulazione;
– Funzione estate inverno con sistema HealthSystem;
– Termostato ambiente integrato;
– Camera di combustione in acciaio;
– Braciere in ghisa (pulizia ventilata);
– Interfaccia seriale per l’utenza tecnica.

Optional:
– Kit GSM per il controllo tramite Sms;
– Kit FUMI, fumisteria aggiuntiva;
– Kit TRASFERIBILE, ruote girevoli a 360°;
– Telecomando IR.

Caratteristiche:
Potenza termica globale 8 kW
Potenza termica nominale 3 min – 7,1 max kW
Rendimento 91,5 – 95 %
Consumo orario 0,6 min – 1,5 max kg/h
Volume riscaldabile indicativo 150 – 240 mc
Capienza serbatoio ~ 15 kg
Autonomia al minimo 26 h circa
Autonomia al massimo 10 h circa
Uscita fumi diam. 80 mm
Presa d’aria diam. 40 mm
Portata d’aria 190 mc/h
Consumo corrente elettrica 50 min – 105 max W
Dimensioni LxHxP 425 x 895 x 435 mm
Peso 68,5 kg

il Benessere Naturale

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