Archivi categoria: Camini a Bioetanolo

Il camino a bioetanolo

Un tempo elemento presente in ogni casa, oggi il caminetto è soprattutto per chi vive in vecchi edifici ristrutturati. Della serie “si stava meglio quando si stava peggio” il fuoco in casa torna in auge in versione contemporanea, voluta da un design che lo ha scardinato dal muro. Così liberato e letteralmente al centro dell’attenzione, il focolare domestico prende posto in mezzo alle stanze, si sposta, non necessita canna fumaria nè legna, è ecologico e soprattutto sta bene anche in spazi ristretti.

Il segreto? Combustibili puliti, rinnovabili e soluzioni di design che ne fanno un complemento d’arredo vero e proprio. Esempio in merito è Tetris, disegnato da Paolo Grasselli per Horus, che ha una doppia personalità: quella di tavolino in acciaio inox verniciato (super natalizio nella versione rosso/bianco) a piani sfalsati e modulare, che nel centro accoglie un piccolo focolare protetto da vetro. La fiamma si alimenta a bioetanolo, combustibile pulito, ecosostenibile e rinnovabile, derivato dalla canna da zucchero.

Camino horus

Advertisements

Dimezzare i costi con una caldaia a pellet

Energia pulita 365 giorni l’anno

IL CONTESTO

Daniele e Viviana hanno acquistato nel 2013 una vecchia casa a Faedis, un piccolo borgo tra le colline del Refosco, in Friuli, a pochi chilometri dal confine sloveno. Abitato fino alla fine degli anni ’90 e poi abbandonato, l’edificio è stato ristrutturato ricavando l’abitazione principale al primo piano (circa 75 metri quadri) e una piccola taverna (circa 50 metri quadri) al piano terra. A disposizione c’erano anche un locale dedicato a centrale termica e un piccolo magazzino, entrambi facilmente accessibili. Considerando che la zona è particolarmente fredda in inverno, era urgente trovare una soluzione per il riscaldamento, assicurato da una vecchia caldaia a gasolio, ancora funzionante ma con efficienza ridotta ai minimi termini.

 

IL PROGETTO

La proposta della rivendita poi accettata dai proprietari, è stata quella di sostituire la caldaia a gasolio con una caldaia a pellet, associata ad un accumulo inerziale da 500lt e da un bollitore sanitario sospeso a 1 serpentino da 150 litri. Oltre a questo è stato sostituito il vecchio collettore di distribuzione e sono state cambiate le vecchie valvole dei termosifoni con delle valvole nuove con testa termostatica.

 

Utilizzo 365 giorni l’anno

In inverno

La caldaia lavora a regime ottimale mantenendo sempre caldo l’accumulo inerziale; l’acqua calda viene distribuita in maniera omogenea nei termosifoni delle stanze al primo piano, mentre gli ulteriori 150 litri d’acqua del bollitore sono sempre a 45°C, garantendo ai proprietari tutta l’acqua sanitaria necessaria.

In estate

La valvola a tre vie viene bloccata, in modo che la caldaia a pellet lavori solo sul bollitore sanitario. In questo modo i consumi di pellet durante l’estate sono veramente bassi. N.B. Trovandosi sul fianco di una collina, l’edificio gode di una buona radiazione solare solo in una fascia ristretta di ore e quindi ammortizzare i costi di un impianto solare sarebbe stato esageratamente lungo.

 

I COSTI

Per quanto riguarda i lavori in centrale termica la spesa affrontata dai proprietari è stata di circa 7000€ + IVA (sostituzione caldaia, installazione accumulo e bollitore, controtubo in acciaio della vecchia canna fumaria, valvole termostatiche sui termosifoni). A questo si sono aggiunte le spese per un nuovo scaldasalviette installato in bagno e per alcune modifiche fatte all’impianto di riscaldamento esistente, dopo aver rimosso alcune partizioni della zona giorno.

 

Piano di ammortamento favorevole e contributi Conto Termico

La spesa sostenuta ha un piano di ammortamento molto favorevole, visto che sia la caldaia a pellet che l’installazione sono conformi ai dettami del Conto Termico. I proprietari hanno avuto accesso ad un contributo di 4.057,56€ (zona climatica E, potenza nominale 22,1 kW, coefficiente premiante Ce 1,2), che sarà erogato in 2 anni da parte del GSE. La prima rata è già stata accreditata.

Nel caso di Daniele e Viviana, poter accedere al contributo del Conto Termico è stato particolarmente importante, visto che Daniele, lavoratore autonomo in regime fiscale “dei minimi”, non avrebbe potuto accedere ad altre forme di agevolazione IRPEF.

Per quanto riguarda la pratica del Conto Termico, Daniele commenta: “Il GSE, dopo il primo inoltro della pratica, ha chiesto delle integrazioni ed in particolar modo del materiale fotografico più dettagliato riguardo alla centrale termica e alle valvole termostatiche installate sui termosifoni. Oltre a questo ci ha chiesto l’inoltro del certificato di smaltimento della vecchia caldaia. Fatto questo in meno di un mese la pratica era stata completata e la prima rata erogata.”

Dettaglio interessante: nel pagare a mezzo bonifico le fatture tramite home banking, Daniele ha utilizzato per sbaglio il form per “risparmio energetico”, quello per la detrazione IRPEF del 55%, anziché specificare correttamente la causale Conto Termico. E’ una svista in cui incorrono in molti anche effettuando il bonifico attraverso il bollettino precompilato allo sportello: se inizialmente chi “sbagliava” il bonifico (spesso per colpa della banca) riceveva un preavviso di rigetto e riusciva quindi a “salvare” la pratica, ora l’errata esecuzione del bonifico comporta la non accettazione della richiesta, quindi un rigetto diretto da parte del GSE. Daniele, fortunatamente, si è accorto in tempo dell’errore: è stato necessario annullare il bonifico (d’accordo con la rivendita, la banca ha restituito i soldi) e ripetere il pagamento, risolvendo il tutto in pochi giorni.

 

CONSUMI E SPESA ATTUALE

Nell’inverno 2014/2015, Daniele e Viviana hanno consumato 4 bancali di pellet in faggio certificato EN PLUS, acquistato ad un ottimo prezzo  in prestagionale a 3,85€ al sacco. La spesa complessiva per tutta la stagione invernale è stata di 1078€ per avere la casa calda tutto il giorno e l’acqua sanitaria sempre a disposizione. Con il vecchio impianto la prospettiva era di un consumo calcolato di almeno 2400lt di gasolio per garantire i circa 20.000 kWh necessari al riscaldamento della casa per i 180 giorni di stagione fredda. Il risparmio economico, per il solo combustibile, è quindi superiore al 40%.

Caldaia a pellet RED Compact 24

Faedis

Le caldaie a pellet

Un’alternativa super efficiente alla stufa o al caminetto

Le caldaie a biomassa (pellet o legna) sono dei prodotti interessanti sotto diversi aspetti. Permettono di scaldare anche interi edifici utilizzando solo fonti rinnovabili, come pellet o legna, al posto dei più costosi prodotti derivanti da fonti energetiche non rinnovabili, come carbone, petrolio o gas. Garantiscono quindi risparmi davvero interessanti, a livello di costo effettivo del combustibile, che si aggiungono alle agevolazioni previste per gli impianti ad energia rinnovabile.

Le caldaie a pellet sono progettate per scaldare in pochi minuti l’acqua dei termosifoni o dell’impianto di riscaldamento a pavimento, ma anche l’acqua sanitaria necessaria per uno o più nuclei familiari. Sono associate di solito ad un puffer o bollitore, una sorta di contenitore che mantiene calda l’acqua da destinare ai termosifoni o al sanitario, secondo le esigenze.

 

CALDAIE A PELLET: INSTALLAZIONE

Normalmente le caldaie a pellet vengono posizionate nel vano tecnico, esattamente come una normale caldaia a gas. Esistono caldaie “tutto incluso” decisamente poco ingombranti e tutte in classe 5. In uno spazio minimo hanno tutto quello che serve, il gruppo idraulico già integrato nella struttura, così come il serbatoio pellet, ampio e capiente per un’ottima autonomia, in modo da rendere facile e veloce l’installazione. La caldaia a pellet Compact, ad esempio, con i suoi 40 centimetri di profondità, è perfetta per piccoli vani tecnici o terrazzi.

La gamma Duplex legna/pellet, sono progettate per dilazionare il più possibile le operazioni di pulizia ordinaria (svuotamento cenere, pulizia braciere), in modo che ci si possa dimenticare della propria caldaia a pellet per diversi mesi. Oltre ad un sistema automatico che pulisce il braciere, queste caldaie sono dotate di un pratico trolley dove si accumula la cenere, che può essere svuotato ogni 2-3 mesi.

Caldaia Moretti Tecnika_Compact_20

CALDAIE A PELLET PREZZI E ACCESSORI

Tutte le caldaie a biomassa si possono integrare con serbatoi ACS e ad accumulo e con serbatoio pellet esterni (con caricamento a tramoggia o pneumatico). E’ possibile anche abbinare pannelli solari termici, in modo da utilizzare l’impianto anche durante i mesi estivi.

In quanto impianti a energia rinnovabile, le caldaie a pellet classe 5 rientrano in molte forme di agevolazione statale. Il prezzo dell’impianto completo varia comunque a seconda della potenza complessiva, che a sua volta dipende dal volume che si intende riscaldare e dalle dimensioni del nucleo familiare.

bollitore-per-acqua-calda-sanitaria-ldquo-acs-rdquo_1311750325

Camino a bioetanolo 

Ci troviamo di fronte ad un elegantissimo camino a bioetanolo, un oggetto che oltre a riscaldare l’ambiente lo renderà sicuramente più affascinante. Si tratta di un camino dalla forma moderna che emana calore come potrebbe emanarne una stufa elettrica di piccole dimensioni. La sua particolarità sta, oltre che nel design, anche nella possibilità di essere ruotato di 360° e montato a parete. Inoltre, il camino a bioetanolo (come già spiegato qui), è uno strumento che rispetta l’ambiente al 100%.

Camino BB_A a bioetanolo

BB_A come Baby Bubble, è il nuovo caminetto a bioetanolo disegnato da Andrea Crosetta. Riprende le forme del caminetto Bubble di Antrax a focolare aperto con la particolarità di avere una apertura a trifoglio oltre alla possibilità di scegliere tra 200 colori. Di facile installazione può essere collocato in tutti gli ambienti e funzionare come riscaldamento integrativo. La struttura di BB_A è in acciaio al carbonio verniciato, il bruciatore in acciaio inox.

                           

Riscaldamento a bioetanolo

Il riscaldamento a bioetanolo viene considerato ecologico e conveniente per la facilità di installazione ma, come per ogni cosa, ha i suoi vantaggi e svantaggi.

 Cos’è il bioetanolo per riscaldamento?

Negli ultimi anni si è diffusa una nuova forma di riscaldamento domestico in cui viene utilizzato il bioetanolo per l’alimentazione di stufe e camini.
Il riscaldamento a bioetanolo viene presentato come un sistema  ecologico e conveniente, per la facilità di installazione. In realtà, come ogni cosa, ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi e richiede, per essere utilizzato al meglio, una conoscenza approfondita dei suoi elementi, primo fra tutti proprio il combustibile.

camino a bioetanolo maisonFire

Il bioetanolo è un tipo di etanolo, un alcool altamente infiammabile, di origine completamente naturale. Si produce dalla fermentazione di amidi e zuccheri ricavati da canna da zucchero, mais, patate.
Sono allo studio, però, dei sistemi per ottenerlo da prodotti non destinati all’alimentazione (cosiddette colture no food), come la lignina, o effettuate su terreni marginali e quindi non sottratti alle colture alimentari.

La combustione del bioetanolo deve essere assolutamente inodore, per cui se si percepisce qualcosa nell’aria durante l’utilizzo, bisogna insospettirsi; è probabile che in questo caso sia stato additivato con altri prodotti, contravvenendo alle norme in materia (regolamento CEE 3199 22/11/93).

Apparecchi per riscaldamento alimentati a bioetanolo

ruby-tx325

Nella foto stufa TecnoAir System

Quando si parla di riscaldamento a bioetanolo si pensa subito ai camini. Ce ne sono di veramente particolari dal punto di vista del design, da sospendere a soffitto, da appendere alla parete come un quadro, da collocare a centro stanza.
Insomma dei veri e propri elementi d’arredo di grande effetto.

Esistono però anche delle stufe, tra cui alcune dotate di funzioni di accensione e spegnimento programmati o di termoregolazione.
Tra queste, alcune di potenza e prezzo maggiore possono anche essere utilizzate come generatore di calore, quindi come una sorta di caldaia da allacciare all’impianto di termosifoni.

Le stufe, più elaborate rispetto ai camini, sono dotate anche di ulteriori funzioni come:
• la ventilazione, per migliorare la diffusione del calore;
• un sistema antiribaltamento,fondamentale per la sicurezza, visto che si tratta di sistemi che utilizzano un carburante liquido;
• sistemi di diffusione di essenze in ambiente.

I consumi di questi apparecchi dipendono, ovviamente dalla loro potenza e anche dalla capacità di gestione della combustione, che spesso conta sull’ausilio di sistemi elettronici.

Vantaggi del riscaldamento a bioetanolo

Trattandosi di un prodotto di origine totalmente naturale, la combustione del bioetanolo abbatte notevolmente le emissioni di CO2, ridotte di circa il 70% rispetto a quelle causate dall’uso di combustibili fossili. Non è quindi esatto dire che abbia un comportamento completamente neutro ma di sicuro le emissioni inquinanti sono drasticamente ridotte.
Non bisogna dimenticare, però, l’esistenza di emissioni climalteranti dovute al suo ciclo di produzione.

• I vari sistemi di riscaldamento a bioetanolo non necessitano dell’installazione di una canna fumaria poiché non emettono fumo e sostanze nocive in ambiente, ma solo una scarsa quantità di anidride carbonica o di vapore acqueo, a patto però di usare combustibile di buona qualità. Questo fa sì che l’installazione di una stufa o di un camino a bioetanolo non presenti vincoli e possa essere realizzata in qualunque casa, anche all’interno di un condominio.

• L’assenza della canna fumaria non va sottovalutata neanche dal punto di vista del rendimento; ciò permette di rilasciare all’ambiente da riscaldare il 100% del calore prodotto, senza alcuna dispersione.

Svantaggi del riscaldamento a bioetanolo

• Gli impianti di riscaldamento che utilizzano questo combustibile non sono adatti a riscaldare un intero appartamento, ma possono essere utilizzati, al massimo, come sistema aggiuntivo per la climatizzazione invernale, all’interno di un singolo ambiente e per un certo numero di metri quadri.

• Pur non emettendo sostanze nocive, la combustione, in assenza di canna fumaria, produce una grande quantità di vapore acqueo che contribuisce ad aumentare l’umidità dell’ambiente, soprattutto in stanze molto isolate.

• I costi del bioetanolo da riscaldamento sono ancora abbastanza alti. In Italia si aggirano tra i 2,4 e i 4,6 euro al litro, anche se c’è da dire che un litro di prodotto ha un alto potere riscaldante.
A questi costi vanno aggiunti quelli per il trasporto, da effettuare seguendo particolari norme di sicurezza.
Per i quantitativi superiori ai 50 litri, infatti, il trasporto deve essere accompagnato dal DAS (Documento di Accompagnamento Semplificato) e utilizzando vettori autorizzati per il trasporto di merci pericolose.
È necessario quindi, fare attenzione a non utilizzare altri combustili, di costo inferiore, ma non adatti per questi apparecchi.

Camino a bioetanolo

Camino a Bioetanolo

image

Il camino a bioetanolo regala un’atmosfera accogliente in tutta la casa, ma senza l’installazione di canna fumaria e senza emissioni inquinanti, in quanto alimentato a Bioetanolo. Il bioetanolo viene ricavato dalla naturale fermentazione di biomasse vegetali, come barbabietole da zucchero, cereali e patate contenenti un quantitativo elevato di carboidrati e zuccheri.

Scritto da Fabio Fratini