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Come cucinare nel Camino

Come cucinare nel Camino

Introduzione

Avere il camino in casa è il sogno di tanti, non tutti però a causa dello spazio ridotto o della spesa che va affrontata per costruirlo hanno la possibilità di averne uno. Oltre ad essere utile per scaldare l’ambiente ed essere piacevole esteticamente, può essere utilzzato così come avveniva in passato per cucinare un infinità di pietanze. Se state pensando di costruirne uno, oppure lo avete già fatto ma non l’avete mai utilizzato per cucinare, potrete conoscere così nuovi sapori e cosa non meno importante potrete risparmiare sul gas! In questa semplice guida vi spiegherò come e cosa cucinare.

Occorrente

Assicurati di avere a portata di mano:

  • Legna
  • accessori per il camino
  • Carbonella

Prima di iniziare è bene sapere che cucinare nel camino non è privo di pericoli, quando vi apprestate a farlo evitate di indossare indumenti che potrebberò facilmente infiammarsi e spostate gli oggetti inutili che potrebbero darvi disturbo e che potrebbero prendere fuoco. Gli unici strumenti che dovete tenere accanto sono gli attrezzi comuni quali attizzatoio, paletta, scopetta e molla, e tutto ciò che vi occorre per cucinare.

Le caratteristiche principali che un buon camino dovrebbe avere per poterlo utilizzare per la cottura dei cibi sono: un buon tiraggio, per evitare che odori e fumo si diffondano per tutta la casa, una buona illuminazione, per poter controllare agevolmente la cottura e infine, uno spazio sufficiente che ci permetta di muoverci con libertà.

Rivestimento Piazzetta mod. Maremma
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le Castagne sul Fuoco

Come arrostire le castagne sul fuoco del caminetto

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La stagione autunnale è quella preferita per sprofondare sulla poltrona davanti al caminetto acceso, leggere un buon libro sorseggiando un buon whisky e fumando la pipa mentre fuori le foglie ingiallite degli alberi coprono le strade è quanto di più appagante ci possa essere. Specialmente dopo una lunga giornata in ufficio o sui libri. Se dovessimo poi indicare un odore che ci riporta in mente immediatamente l’autunno, beh non avremmo dubbi: l’odore delle caldarroste.

Le castagne appartengono alla famiglia delle Fagaceae e in Italia maturano generalmente dalla seconda metà di settembre alla prima metà di ottobre. Sono gli unici frutti secchi che contengono vitamina C. Sono inoltre frutti molto versatili: possono essere arrostiti, bolliti, utilizzati per la preparazione di dolci squisiti ma anche per gustosi piatti salati. Neanche a dirlo, la nostra tecnica di cottura preferita è l’arrosto. Se non altro perché ci dà una scusa per fare qualcosa con il fuoco.
Le caldarroste possono essere arrostite naturalmente anche sui fornelli a gas, al faorno, possono essere bollite… ma dove sarebbe il divertimento? Noi preferiamo arrostirle sul fuoco del caminetto.

La padella

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Quello che ci serve innanzitutto è una padella bucherellata per castagne. Non siamo a conoscenza di altri nomi specifici per chiamarla. Il loro manico lungo evita che ci bruciamo la faccia durante lo scoppiettamento e il coperchio ci permette di rigirare le castagne scuotendo la padella, senza bisogno di farlo una per una con un utensile e senza il rischio che delle caldarroste cadano nello scuotimento. Credo che tutti ne abbiano una a casa. In caso contrario credo che possiate usare una padella normale, senza buchi e col manico corto. Ovviamente, se non avete intenzione di rovinarla praticando voi stessi una trentina di buchi sul fondo con un trapano, dovrete provvedere a rigirare le castagne ogni 5 minuti, come il bambino nella foto iniziale, e badare a non bruciarvi nel farlo. In alternativa, abbiamo letto storie di alcuni che, ancora più primordiali di noi, arrostiscono le castagne su di una pala da camino, ma in questo caso non garantiamo la riuscita.

Le castagne.

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Potete comprarle al supermercato o presso il vostro ortolano di fiducia. Ne esistono centinaia di varietà, ma riteniamo che le più buone siano le cosiddette Marroni. Quando le comprate, assicuratevi che siano belle rotondette, lisce, lucide e senza buchi e senza macchie. Se non volete correre nessun rischio, il nostro consiglio è quello di frequentare le sagre di paese che si organizzano nel periodo autunnali in moltissimi borghi italiani: solo lì avrete la possibilità di acquistare i prodotti migliori al miglior prezzo.

Preparazione.

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Sciacquate le castagne sotto abbondante acqua fredda. Poi disponetele in uno scolapasta e lasciate asciugare.

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Prima di metterle nella padella bucherellata ricordatevi di praticare una “X” nel lato piatto della loro scorza, in modo che il vapore possa uscire ed evitare l’esplosione di decine di bombe-castagne durante la cottura.

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Una volta che le vostre castagne sono pulite, asciutte e intagliate, preparate il caminetto. Accendete un bel fuoco caldo e accogliente. Lasciatelo sfogare e aspettate che le fiamme lascino il posto ad un bel letto di braci ardenti.

Cottura.

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Mettete le castagne in padella. Non c’è bisgono di aggiungere olio né altro; durante la cottura le castagne rilasceranno il loro proprio olio.

Mettete il coperchio alla padella e tenetela sospesa sul fuoco. Se vi stancate, potete appoggiarla sui tizzoni ardenti, ma cercate di limitare più che potete il contatto diretto. Ogni cinque minuti scuotetela, siate sicuri che le castagne si siano girate. Ripetete l’operazione un paio di volte. Quando le caldarroste saranno pronte ve ne accorgerete ad occhio. Più o meno serviranno 20- 25 minuti.

Le caldarroste sono pronte quando la scorza inizia ad aprirsi dove avete praticato la “X” e quando iniziate a sentirle scoppiettare in padella. Il frutto interno diventerà morbido, così potrete anche controllare affondando un coltellino.

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Rimuovete le caldarroste, riponetele su di una tovaglia umida (che ne favorirà la spellatura) e lasciatele raffreddare. Noi consigliamo di accompagnare le caldarroste con un buon bicchiere di vino. In alternativa può andare bene anche un brandy. Buon appetito!

Fonti: il Galantuomo