Ossidare acciaio corten

Ruggine e acciaio corten

corten

L’acciaio corten (dall’inglese CORrosion resistance + TENsile strength) è un vero e proprio paradosso materico, come abbiamo già  visto tempo fa.

E’ un prodotto che si caratterizza e deve la sua fama all’ottima resistenza alla corrosione a agli agenti atmosferici, cosa che lo ha reso  particolarmente adatto anche ad usi in esterno.
L’acciao corten è stato brevettato nel 1933dall’azienda americana United States Steel Corporation, divenuta poi dal 2003 Arcelor-Mittal; questo materiale si contraddistingue per un’ossidazione naturale che può anche essere controllata e può variare nel tempo sia nelle tonalità che nelle sfumature.

Oltre ad essere una patina protettiva, questa ossidazione è anche particolarmente bella ed esteticamente apprezzata anche nel mondo del design e dell’arredo.
La superficie dell’acciaio corten diventa ruggine, formata da ossido a forte aderenza e con forteporosità, mentre la parte interna, impermeabile e molto sottile, è ricca di cromo, fosforo e rame.
La modifica della ruggine nel corso del tempo fa sì che il colore superficiale possa variare dal rosso vivo, fino all’arancione classico, una volta che, dopo un certo numero di mesi, circa18- 36, la superficie dell’acciaio corten, si stabilizza.

porta con finitura corten, clarkdoor

Oltre alla classica ossidazione, esistono anche metodi multipli, chiamati dirigenerazione, che permettono di ottenere strati superficiali di acciaio protetti ulteriormente e con un’estetica davvero particolare. Inoltre, quest’aspetto viene sfruttato quando la superficie libera di ossidare viene intaccata o scalfita.
Si innesca allora un ulteriore processo che va a coprire il graffio, creando un ulteriore strato di ruggine protettiva.

Generalmente l’acciao corten viene perlopiù utilizzato in ambiente esterno.
Qualora si voglia utilizzare in situazione indoor, è preferibile proteggere le superfici orizzontali, come pavimenti particolarmente delicati o pareti d’appoggio, almeno finché non è avvenuta o è stata effettuata la stabilizzazione finale della superficie.

In generale, qualunque sia la destinazione ultima, è sconsigliabile lasciare superfici in acciaio corten in ambienti e luoghi ricchi di cloruri e di tipo marino, in quanto il tutto non favorisce l’ossidazione e la formazione della ruggine.

vaso in corten, mystand

La patina dell’acciaio corten viene favorita sul materiale in presenza di umidità, meglio ancora con cicli di asciugatura e bagnatura senza ristagni e la sola presenza dell’atmosfera unita all’azione della luce del Sole.

Essendo un processo chimico, nell’azione di ossidazione entrano anche aspetti legati alleparticelle presenti nell’aria: ovvero in zone metropolitane e industriali dove l‘inquinamentoatmosferico è maggiormente concentrato, la reazione avviene più velocemente, trasformando la superficie con effetti cromatici a volte anche più scuri rispetto alle zone di campagna dove l’aria è più sana.

Camino Piazzetta mod. Helsinki

Data la notorietà, l’acciaio corten inizia anche ad essere imitato da materiali simili la cui resa estetica viene raggiunta mediante differenti processi, più rapidi, che garantiscono l’effetto ossidazione, ma non sempre la tenuta nel tempo.

Ad esempio, nel caso della semplice ossidazione sul ferro, anche con l’uso dicere e vernici superficiali trasparenti,non sempre si riesce a fissare la ruggine, che in alcuni casi si stacca creando disagi e sporco indesiderato.

Non a caso sull’acciaio corten c’è addirittura una norma EN (EN 10025-5) che garantisce lacorretta finitura, oltre alle caratteristiche intrinseche del materiale, che ha anche un processo di certificazione.

Come ossidare acciaio corten

dovecorten

Passiamo ora alla vera e propria ossidazione dell’acciaio corten.
Abbiamo già  detto quanto il processo sia lento se compiuto secondo i metodi standard.
In particolare, la finitura a ruggine non è  stabile fino alla fine del processo; questo significa che la superficie stessa, ma anche ciò che le sta attorno, andrà protetto, ad esempio con trattamenti specifici antidilavamento, che vanno ripetuti nel tempo, fino alla completa maturazione dello strato di ruggine.

L’ossidazione sulla superficie può esser innescata con trattamenti costanti e ripetuti di acqua e asciugatura, oppure mediante acido, compiendo più cicli e spazzolando alla fine la superficie, una volta finito il processo.

Successivamente si può procedere con fissativi e protettivi, che sono disponibili in diversi tipi, a seconda che l’acciaio corten sia usato per oggettistica, per facciate o arredi e complementi indoor.

tavolo in corten, acerocorten

Se la necessità dell’ossidazione è legata ad un manufatto, l’ordine di intervento non è sempre uguale. In alcuni casi è preferibile prima ossidare le lastre e poi realizzare il manufatto o la copertura. In altri casi, invece, si può procedere direttamente sulla superficie dell’oggetto in questione.

Attenzione in questo caso alla lavorazione. Anche se la ruggine viene fissata alla fine, le lavorazioni superficiali o di incastro possono rovinare la superficie. In questo caso, allora, è meglio intervenire a fine realizzazione, facendo ossidare la superficie dell’oggetto senza interventi successivi.

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